Il presidente della Fondazione Carisbo, Carlo Cipolli
Il presidente della Fondazione Carisbo, Carlo Cipolli
Si è conclusa ieri la procedura di valutazione e selezione dei progetti dei quattro bandi di finanziamento promossi dalla Fondazione Carisbo nella prima sessione erogativa 2021. Si tratta dei bandi legati a servizi alla persona, welfare di comunità e generativo, valorizzazione del patrimonio culturale, ricerca medica e alta tecnologia. Sono in tutto 168 i progetti che riceveranno il contributo della Fondazione, per un investimento complessivo di...

Si è conclusa ieri la procedura di valutazione e selezione dei progetti dei quattro bandi di finanziamento promossi dalla Fondazione Carisbo nella prima sessione erogativa 2021. Si tratta dei bandi legati a servizi alla persona, welfare di comunità e generativo, valorizzazione del patrimonio culturale, ricerca medica e alta tecnologia. Sono in tutto 168 i progetti che riceveranno il contributo della Fondazione, per un investimento complessivo di 1.563.312 euro. L’obiettivo è quello di sostenere progetti sul territorio metropolitano di Bologna in grado di promuovere l’integrazione e la coesione sociale, coltivando la solidarietà come valore fondamentale allo sviluppo di una cittadinanza attiva e responsabile.

Tutelare i beni storico-artistici secondo un approccio sostenibile, diffondendo la partecipazione culturale come mezzo per l’integrazione e la costruzione del senso di comunità, a partire dalla nuove generazioni. Infine, supportare sia la creazione di connessioni tra ricerca e concrete applicazioni sanitarie, sia l’innovazione, specialmente se associata a una dimensione tecnologica.

"L’esperienza scaturita nel contrastare gli effetti della pandemia da Covid-19 ha contribuito a far emergere una serie di nuovi bisogni ed esigenze di innovazione – spiega il presidente della Fondazione Carisbo, Carlo Cipolli –, mostrando l’importanza di reinterpretare l’operato di istituzioni e di enti del privato sociale e stimolando, nell’emergenza, l’adozione di soluzioni sperimentali e creative, l’uso intelligente delle tecnologie digitali, la necessità di migliorare la capacità di collaborare tra istituzioni, soggetti del terzo settore e sistema del volontariato".

L’impegno della Fondazione per la tutela della coesione sociale si qualifica pienamente attraverso il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, soggetti del terzo settore e sistema del volontariato. "Assicuro inoltre – conclude Cipolli – una rinnovata attenzione degli organi della fondazione alle esigenze di promozione delle attività culturali, di sostegno ai processi educativi e formativi, di sviluppo delle attività di ricerca scientifica ed innovazione tecnologica per la crescita economica, sociale e culturale dell’intero territorio di riferimento della fondazione".