Uno dei tanti bombardamenti alleati sulla città durante la Seconda guerra mondiale
Uno dei tanti bombardamenti alleati sulla città durante la Seconda guerra mondiale

Bologna, 31 marzo 2021 - Negli anni più duri della seconda guerra mondiale, in particolare fra il 1943 e il 1945, l’Italia fu divisa in due e campo di terribili battaglie. La guerra fu condotta non solo con tutti mezzi militari, ma anche con quelli economici e finanziari. L’indipendenza d’Italia, in quegli anni, fu riconquistata progressivamente dagli Alleati assieme ai partigiani e a ciò che era rimasto dell’Esercito Italiano impegnato nella guerra di Liberazione.

In quel drammatico contesto, sono noti diversi tentativi dei nazisti di impossessarsi delle riserve della Banca d’Italia e di vari Istituti di Credito. Ora Piero Barucci, insigne economista, banchiere e statista, fa emergere una storia finora non nota: infatti, in assoluta segretezza, alla fine del 1942, il Credito Italiano, una delle principali banche dell’epoca, trasferì una parte significativa delle attività finanziarie sue e dei clienti in un "forziere" collocato in una "collina segreta" sita in una "località periferica a monte di Bologna", in una grotta scavata in un’arenaria di carattere tufaceo.

La "collina segreta" era ricordata oralmente con il nome di "Sottomonte", ed era collocata in Via Siepelunga, nella parte sud di Bologna, a circa 1,3 km da Porta Santo Stefano. Si trattava di una caverna naturale modificata artificialmente, con diramazioni sotterranee varie. Il "tesoro" nascosto era inserito in una collina che aveva uno strato di copertura di 80-100 metri, quindi in grado di essere difeso facilmente dai bombardamenti e dalle eventuali ricerche, anche in virtù di lunghe gallerie sottostanti che potevano essere bloccate in qualunque punto.

Questi documenti, ora pubblicati (Unicredit, una storia dell’economia italiana, 1870-1945 , Editori Laterza) evidenziano altresì i lavori che dovettero essere realizzati in quella che era la parte sottostante di una Villa che fu presa in affitto assieme alle grotte sottostanti che si riteneva fossero andati distrutti per il bombardamento di Bologna del 15 aprile 1945.

Invece, a guerra finita, quel "tesoro" venne riscoperto, riaperto con non trascurabili lavori, sotto la sorveglianza di un plotone di 25 Guardie di Finanza.