Francesco Masetti (a destra) con il padre Antonino
Francesco Masetti (a destra) con il padre Antonino

Zola Predosa (Bologna), 23 novembre 2018 - Il plico, ieri mattina, è arrivato. L’avvocato Alessandro Veronesi lo ha aperto alla presenza dei poliziotti della stradale di Parma. Dentro, assieme a un mazzo di chiavi, un paio di bancomat e una lettera, c’era il testamento con le ultime volontà di Francesco Masetti. Un documento dove il ragazzo indica come destinatari di un’eredità da 2 milioni di euro la sua ex fidanzata e due amici.

AGGIORNAMENTO Suicida dopo la morte del padre. Il mistero delle lettere di Francesco Masetti

Tutto il materiale è stato sequestrato e servirà per ricostruire l’assurdo destino di questo trentottenne che, indagato per aver ucciso, avvelenandolo, il padre Antonino, 70 anni, l’altro pomeriggio è morto schiantandosi contro un tir.

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L'incidente. L’ipotesi è che non si tratti di un semplice, per quanto tragico, frontale, ma di un gesto volontario. E, oltre ai rilievi della polstrada parmense, per chiarire questo aspetto sarà necessario ascoltare la testimonianza del camionista lombardo, rimasto gravemente ferito nello scontro e ricoverato in prognosi riservata a Parma. Un’altra risposta potrà darla l’autopsia sul corpo di Francesco.

I messaggi. Prima di mettersi in macchina, Francesco aveva mandato due messaggi: uno alla ex fidanzata, una ragazza tedesca che vive in Finlandia; l’altro al suo avvocato. In entrambi lasciava intendere la volontà di farla finita, tanto che il legale aveva subito avvertito i carabinieri.

La paura. Da quando era stato indagato Francesco viveva nell’ansia di essere arrestato. Ma si sentiva anche minacciato, «temeva che qualcuno gli facesse del male», spiega l’avvocato Veronesi, a cui il trentottenne, già una decina di giorni fa aveva affidato uno scritto in caso gli fosse accaduto qualcosa di brutto.

Il cellulare. L’altra mattina, l’avvocato Veronesi assieme al perito di parte ha estrapolato alcune conversazioni whatsapp dal cellulare di Antonino Masetti. In particolare, quelle chiamate in causa nell’esposto presentato dalla nipote. «Da quanto abbiamo avuto modo di leggere – spiega il legale – Antonino non nutriva alcun sospetto su suo figlio, che a suo dire non gli avrebbe mai fatto del male, ma a insinuare il dubbio che a farlo finire in ospedale fosse stato Francesco è stata proprio la nipote».

L'inchiesta. A Bologna il fascicolo sulla morte di Antonino Masetti dovrà essere chiuso per morte del reo. Tuttavia, gli accertamenti già richiesti andranno avanti, per chiarire le cause della morte del 70enne, avvenuta il 4 novembre. A Parma, invece, come da prassi in caso di incidenti stradali mortali, è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, per permettere di svolgere tutte le verifiche necessarie, compresa l’autopsia sul 38enne. Le indagini sono affidate alla polstrada. Non è escluso che entrambi i fascicoli possano confluire in un’unica inchiesta.