Antonino Masetti e il figlio Francesco
Antonino Masetti e il figlio Francesco

Bologna, 30 novembre 2018 – C’è una svolta inattesa nel giallo sulla morte di Antonino Masetti, il 70enne di Zola Predosa dedeceduto il 4 novembre scorso in casa sua per cui era iscritto nel registro degli indagati il figlio Francesco, 38 anni. La Procura ha indagato nelle scorse ore anche un amico del figlio, un infermiere 57enne di un ospedale della provincia, per le ipotesi di omicidio dell’anziano e del tentato omicidio che potrebbe essere addirittura alla base del ricovero di settembre al Maggiore.

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Proprio quell’amico che Francesco aveva escluso dall’ultima versione del testamento olografo perché lo aveva «abbandonato», un testo redatto prima di schiantarsi contro un tir, il 21 novembre, in un incidente su cui pende l’ombra del suicidio.

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Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas e della territoriale, coordinati dal pm Antonello Gustapane, hanno perquisito l’abitazione dell’uomo, acquisendo il telefonino e i supporti informatici. E proprio là i militari hanno fatto un’ulteriore scoperta: in casa il professionista conservava anche diverso materiale ospedaliero, seppure non in quantità abnormi da far pensare a un giro d’affari collegato, che gli è valso comunque l’iscrizione per l’ipotesi di peculato. Dalle informazioni che trapelano dalle indagini non sarebbe stata trovata però la ‘pistola fumante’, quelle benzodiazepine che i primi risultati dei tossicologici su Antonino Masetti avrebbero acclarato esserci e pure in dosi massicce. Ma dal giorno della morte (4 novembre) a quello della perquisizione (27 novembre) a casa del 57enne ne sono trascorsi molti.

La pista seguita fin qui dagli inquirenti – e che attende ancora riscontri – è quindi quella del possibile approvvigionamento dei farmaci da parte di Masetti figlio tramite l’amico direttamente dall’ospedale. Farmaci con cui, nell’ipotesi peggiore, potrebbe aver avvelenato il padre, prima riuscendoci solo in parte e causando un ricovero, poi stroncandolo. Subito dopo l’apertura dell’inchiesta, gli inquirenti avevano sentito tutti i contatti più stretti di Masetti figlio e tra questi spiccava proprio il professionista. Nel telefono – che verrà periziato dal 6 dicembre insieme con il materiale inviato al legale di Masetti, Alessandro Veronesi – potrebbero nascondersi conversazioni chiarificatrici.

"In questo caso, anche se spesso si tratta di una mera formula di stile, l'iscrizione è veramente un atto dovuto, al quale il requirente non poteva sottrarsi. Abbiamo la certezza che si riuscirà a dimostrare l'assoluta estraneità del mio assistito, se mai si fosse in presenza di un omicidio, cosa d'altronde ancora tutta da verificare in sede medico legale", spiega l'avvocato Guido Magnisi, che assiste l'infermiere indagato. "Sin da ora il mio assistito si dichiara a completa disposizione, è il caso di dirlo, dell'intelligenza 'psicologica' del Pm per chiarire la sua posizione: figlia solo di una scusabilissima, incolpevole ingenuità, che proveremo anche documentalmente. È veramente curioso, ma l'affaire Masetti sembra riprodurre il caso, anch'esso tragico, di Jean Claude Romand, storia vera magistralmente ricostruita da Emmanuel Carrere nel suo 'L'avversario'. Romand per 17 anni ha mentito a tutto il mondo, e a se stesso, fingendosi medico, in particolare sapientemente ingannando, ancora più degli stessi familiari, proprio gli 'addetti ai lavori'".

Intanto, comunque, l'Ausl di Bologna sta "acquisendo tutte le informazioni del caso per valutare che provvedimento adottare".