Cathy La Torre (a sinistra), con la senatrice Monica Cirinnà
Cathy La Torre (a sinistra), con la senatrice Monica Cirinnà

Bologna, 12 giugno 2019 - Una maglia azzurra, «con il font e i colori ufficiali della polizia», e una scritta che campeggia al centro: Frociaria di Stato. E il caso è servito. Meglio, la bufera è servita. A farla scatenare è Cathy La Torre, avvocato ed ex consigliere comunale di Bologna, che l’ha indossata in una recente manifestazione organizzata dalla comunità Lgbtqi. «Un obbrobrio e un’indecenza ai danni del buon nome dell’amministrazione della pubblica sicurezza», è la reazione veemente che arriva dal segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, che ha immediatamente informato dell’accaduto il capo della polizia, Franco Gabrielli. «Un chiaro ed inequivocabile riferimento alla polizia – chiosa Paoloni – volto a delegittimare e irridere il lavoro che uomini e donne in divisa, quotidianamente e con sacrificio, talvolta anche estremo, compiono a tutela dei cittadini e della comunità». Ma la cosa «ben più grave», per il rappresentante del sindacato, è un’altra. Ovvero, «che personaggi politici, come la senatrice Monica Cirinnà, firmataria della legge sulle unioni civili, si sia prestata a posare accanto a tale atto di vilipendio all’onorabilità di un Corpo dello Stato, come la polizia».

Da qui l’invito a Gabrielli «a prendere provvedimenti a tutela dell’immagine dell’istituzione», con la stessa «solerzia» con cui «ha agito amministrativamente nei confronti dell’ex segretario Gianni Tonelli». Quando, in una trasmissione tv, lo stesso si presentò con la maglietta del Sap e il logo I love polizia, «che bene evidenziava – chiude Paoloni – l’estraneità con la polo in dotazione, ma soprattutto interpretava un sentimento di amore verso l’istituzione».

Immediata la replica di La Torre: «Pensavo fosse evidente che non si trattava minimamente di una provocazione alla polizia, che anzi io ammiro e ringrazio quotidianamente, dato che mi è stata molto vicina quando ne ho avuto bisogno (il riferimento è agli episodi di minacce ricevute in passato da La Torre, ndr). La mia protesta era contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, come si poteva ben capire dalla scritta sul retro della maglia: ‘Matteo, mettiti questa’. Il ministro infatti molto spesso indossa magliette e felpe delle forze dell’ordine in contesti assolutamente impropri. Era una provocazione».