Daniele Venturi e Diego Natilli, soci dell’officina AutoRonca a Ponte Ronca
Daniele Venturi e Diego Natilli, soci dell’officina AutoRonca a Ponte Ronca

Valsamoggia (Bologna), 12 febbraio 2019 – Bar, negozi, aziende, officine e semplici abitazioni. I predoni della notte non mollano la presa, dalla Valsamoggia a Ponte Ronca, si succedono le segnalazioni di colpi che spesso si accaniscono sugli stessi obiettivi. E’ il caso del bar tabacchieria gelateria 500 di Castello di Serravalle, rinomato per il gelato buono ma anche perchè negli anni è diventato obiettivo reiterato dei ladri che dopo un annetto di relativa quiete sono tornati all’assalto del locale di Paolo Rossi, presidente del comitato dei commercianti del paese dell’alta Valsamoggia. «Ebbene si, sono tornati, e sono anche riusciti a fare un bel bottino», ammette colpito, ma non rassegnato, l’esercente che quasi quattro anni fa finì all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale per la decisione di dormire nel retrobottega, pronto ad intervenire in caso di furto.

«Stavolta erano interessati solo ai soldi: niente sigarette o altro. Poco dopo le tre di notte hanno forzato la porta di ingresso. Erano almeno in tre: due sono entrati ed un altro si vede dalle riprese sulla strada, a fare da palo. Avevano rubato un furgone al forno vicino. Poi un ‘flessibile’ da un muratore. E con strumenti rubati sul posto hanno tagliato le catene, caricato due macchinette e la cambiasoldi. L’allarme è suonato e anche il fumogeno ha fatto la sua parte. Però stavolta sono riusciti lo stesso...».

Caricate le slot i malviventi si sono allontanati di un chilometro e in un cantiere della località Bersagliera hanno scassinato le slot. Poco distante hanno abbandonato il furgone. Furti a raffica anche nella zona produttiva di Crespellano, con diverse aziende violate e le cassette dei punti ristoro svaligiate. A Ponte Ronca lo scorso fine settimana alle quattro del mattino è entrato in azione un vero e proprio ‘commando’: sei persone col viso travisato hanno bloccato la strada di fronte all’autofficina AutoRonca con tre mezzi scassinati e messi di traverso. «Dalle telecamere si vedono almeno sei persone. Decisi, determinati, con compiti precisi, si vede che sono una banda già esperta. Dall’audio si capisce che sono stranieri», racconta Daniele Venturi, uno dei soci. Con utensili di scasso e taglio hanno forzato inferriate e porta di ingresso. «Da quando è suonato l’allarme in meno di cinque minuti hanno fatto man bassa di tutto quello che c’era a portata: un navigatore, un tablet, qualche attrezzo...di soldi non ne teniamo proprio. Un bottino da poco però siamo stanchi, è la terza volta in due anni. Non si sta più tranquilli», aggiunge l’altro socio, Diego Natilli.