Bologna, 28 maggio 2015 - Troppi furti di biciclette: in campo una strategia coordinata che parte dalla prevenzione dei furti e arriva al contrasto della ricettazione, in un’idea di ‘sicurezza partecipata’ che vede l’impegno di forze dell’ordine, enti locali, associazionismo e cittadini.

È stato presentato come il primo in Italia il Protocollo d’intesa per il contrasto ai furti di biciclette, firmato oggi a Bologna dal Prefetto, Ennio Mario Sodano, dall’assessore comunale alla Mobilità, Andrea Colombo e dalla presidente della Consulta della bicicletta, Simona Larghetti. Il progetto individua 6 ambiti principali di azione: sensibilizzazione (per trasmettere il disvalore sociale e penale dell’acquistare una bici rubata), acquisto e noleggio legale (a buon prezzo per disincentivare il mercato nero), marchiatura antifurto delle bici (al costo di 5 euro per dissuadere i ladri e favorire la restituzione dei mezzi recuperati), sosta sicura (grazie a 1.500 nuove rastrelliere che saranno installate dal Comune), attività preventive e di contrasto (con pattugliamenti anche in borghese nelle zone più ‘a rischio') e infine la denuncia (semplificando e velocizzando le modalità per presentarla in caso di furto). Il protocollo ha una durata sperimentale di tre anni. I furti di bici - spiega una nota del Comune - colpiscono una città in cui le due ruote, cresciute del 30% in tre anni e arrivate a rappresentare il 10% della mobilità urbana, sono sempre più un mezzo di trasporto usato trasversalmente da lavoratori, pensionati, studenti e turisti.

Con la firma dell’accordo, è stata presentata anche un’indagine statistica sui furti di bici, promossa dall’associazione L’Altra Babele con oltre 1.300 questionari, i cui dati rafforzano la necessità degli impegni assunti dalle parti con il protocollo. Ben il 50% degli intervistati, infatti, ha subìto almeno un furto (il 57% in pieno giorno), ma solo il 24% ha fatto denuncia (pur in crescita rispetto al 16% di tre anni prima) e solo il 12% ha ritrovato la bici. Tra le contromisure più richieste: maggiori controlli di polizia contro i ricettatori (51%), insieme alla sensibilizzazione culturale dei potenziali clienti (36%), visto tra l’altro che 1/3 degli intervistati non sa che anche acquistare un oggetto rubato è un reato e che un 18% ha ammesso di avere comprato una bici rubata.