di Pierfrancesco Pacoda Si snoda per le vie della città, dal centro storico ai viali a ridosso della prima periferia, tra palazzi d’epoca e capannoni industriali riconvertiti. Una nuova idea di trekking urbano alla scoperta delle più originali gallerie d’arte di Bologna, collegate dal percorso Gallery to Gallery. Dal 9 giugno, un altro segnale della ripartenza che passa per luoghi come Enrico Astuni, Car Drde, De’ Foscherari, Galleriapiù, Otto Gallery e Studio G7. Giuseppe Lufrano di Otto Gallery, come nasce l’idea? "Gallery to Gallery...

di Pierfrancesco Pacoda

Si snoda per le vie della città, dal centro storico ai viali a ridosso della prima periferia, tra palazzi d’epoca e capannoni industriali riconvertiti. Una nuova idea di trekking urbano alla scoperta delle più originali gallerie d’arte di Bologna, collegate dal percorso Gallery to Gallery. Dal 9 giugno, un altro segnale della ripartenza che passa per luoghi come Enrico Astuni, Car Drde, De’ Foscherari, Galleriapiù, Otto Gallery e Studio G7.

Giuseppe Lufrano di Otto Gallery, come nasce l’idea?

"Gallery to Gallery si è sviluppata in maniera casuale, è il frutto di conversazioni tra colleghi nei giorni immediatamente successivi al lockdown, quando noi galleristi abbiamo iniziato a incontrarci nuovamente e a raccontarci cosa sarebbe successo ai nostri spazi dopo il virus, quali pratiche adottare per la ripartenza. E, specie tra luoghi culturalmente affini, tutti abbiamo provato il desiderio di far riaccendere riflettori sulle nostre attività, di ricordare alla città che noi ci siamo. E abbiamo un ruolo, che vogliamo riconquistare, nel panorama culturale di Bologna".

Con quale strategia?

"Quella dell’incontro, di una rinnovata socialità. Facendo rete, creando un percorso inedito, riscoprendo il piacere della collaborazione, del superamento della concorrenza in un momento storico così fragile. Quello che è successo ci ha fatto riscoprire il bisogno di un continuo flusso di informazioni tra noi galleristi. Da qui l’idea di proporci alla città attraverso una sorta di trekking urbano dell’arte. Un percorso che unisce 6 gallerie affini, al quale sarà possibile partecipare dal 9 giugno sino al 24 luglio".

Come sarà organizzato il percorso?

"Bisognerà contattare via mail o telefono una delle gallerie, fissare un appuntamento e venirci a trovare per una visita guidata personalizzata, curata dal responsabile della galleria, alla mostra allestita rigorosamente per l’occasione. Poi ognuno di noi porterà il visitatore in un’altra delle 6 gallerie, sarà lui a scegliere quale, dove passerà il testimone. Volendo si può proseguire così e fare il giro di tutto i luoghi che partecipano a Gallery to Gallery. Sono consigliate comode scarpe da camminata e voglia di scoprire cosa succede nell’arte contemporanea".

Che mostre proporrete?

"La linea che tutti abbiamo scelto è di presentare una esposizione che rifletta la propria storia e sia capace di narrare l’identità dello spazio. Un viaggio nel tempo che alla Otto Gallery, ad esempio, decliniamo con una retrospettiva che racconta il nostro rapporto con l’arte contemporanea italiana, con una selezione di opere che sono state commissionate, nel corso degli ultimi 20 anni a nomi come Gianni Dessì, Franco Guerzoni, Silvio Wolf, Marco Tirelli".