Bologna, 12 giugno 2019 - Era lì per monitorare i lupi, ha immortalato il passaggio di un gatto selvatico (video). E' stato un incontro casuale quello della foto-trappola piazzata sull'Appennino bolognese con l'animale. Un felix silvestris, come confermano il professor Mauro Delogu, la dottressa Carmela Musto della clinica universitaria di Ozzano e il dottor Edoardo Velli dell'Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), cui è stata affidata l'identificazione ufficiale.

E' molto raro incontrare il gatto selvatico sull'Appennino tosco-emiliano, poichè si tratta di un esemplare legato agli habitat forestali, in particolare di latifoglie, generalmente a quote medio-basse per evitare la neve. Nel Bolognese i suoi avvistamenti sono sporadici e recenti: due lo scorso anno).

Morfologicamente è simile al gatto domestico anche se apparentemente di struttura più robusta a causa del pelo più folto e lungo. Anche la taglia risulta sovrapponibile a quella di Fufi: i maschi adulti infatti pesano mediamente attorno ai 4 chili, le femmine circa un chilo in meno.

La colorazione di fondo è grigio-avana che appare uniforme sulle parti superiori, i lati e la coda; le parti inferiori sono di colore crema, che diventa quasi bianco sul mento, sulla gola, sul petto e nella regione interna delle cosce; caratteristiche striature più scure e irregolari si evidenziano sulla testa, lungo i fianchi e sulle gambe. Lo contraddistingue una stria dorsale scura e ben definita che da dietro alle spalle arriva alla base della coda.

Si muove per lo più, si ciba di piccoli vertebrati (uccelli e mammiferi) e non costituisce pericolo alcuno per l'uomo. È specie molto schiva e di difficile avvistamento.