ROSALBA CARBUTTI
Cronaca

Genus Bononiae, cercasi gestore: "Svolta sui musei non rinviabile"

Dopo la pubblicazione del bando, parla Patrizia Pasini, presidente di Casa Saraceni: "Risorse da ottimizzare"

Genus Bononiae, cercasi gestore: "Svolta sui musei non rinviabile"

Genus Bononiae, cercasi gestore: "Svolta sui musei non rinviabile"

Bologna, 15 febbraio 2024 – Cercasi partner professionale per gestire il circuito museale di Genus Bononiae entro il 13 marzo. Una svolta da parte della Fondazione Carisbo – che lunedì ha pubblicato l’avviso per raccogliere le manifestazioni d’interesse – giudicata dalla presidente Patrizia Pasini "indifferibile".

Il bando punta a trovare un gestore professionale come già avviene in altre realtà nazionali e internazionali per quattro dei cinque siti museali di Casa Saraceni: Palazzo Fava, San Colombano, Santa Maria della vita e San Giorgio in Poggiale (non viene compreso nell’avviso Palazzo Pepoli che ospita il museo della Storia, ndr).

"È stata attivata la procedura per la raccolta di manifestazioni di interesse, condivisa dagli organi di governo e messa a punto con l’advisory di Sinloc spa, per la valorizzazione di un progetto promosso ormai vent’anni fa e che, in un contesto progressivamente mutato e oggi in rapidissima positiva evoluzione, necessita di un’ottimizzazione di tutte le necessarie risorse, anche specialistiche", spiega Pasini. L’obiettivo, infatti, "è una gestione integrata, professionale e sinergica in grado di assicurare migliori condizioni di fruizione pubblica, utilizzazione e di ritorno sociale dell’investimento", le parole della numero uno della Fondazione Carisbo, prima donna alla guida di Casa Saraceni. Ancora non si sa chi potrebbe essere il partner prescelto, ma non è escluso, visti i tempi ristretti, che qualche ’pretendente’ già sia pronto a farsi avanti. Di certo, quello a cui ambisce Fondazione Carisbo, è ridurre i costi, visto che nell’ultimo bilancio 2022, le spese per Genus Bononiae avevano superato i 3 milioni di euro. "L’ottimizzazione delle risorse", come spiegato da Pasini, si concretizzerà, infatti, in un contributo per le spese dei quattro siti museali per quattro anni: 1,5 milioni di euro per il primo anno fino a scendere a un milione nel quarto anno.

La società strumentale, però, resterà in capo alla Fondazione, in una sorta di ’triangolazione’ con Casa Saraceni e il partner che verrà indicato per gestire il patrimonio di Genus Bononiae. A selezionare le manifestazioni d’interesse è l’advisory di Sinloc spa che farà l’istruttoria delle proposte in base a diversi requisti, tra i quali quello di "aver conseguito un fatturato minimo di 15 milioni di euro nel quinquennio 2018-2022", oltre "alla comprovata esperienza nell’ambito di gestione dei servizi museali e nella produzione di mostre ed eventi".

Gianluigi Magri, medico, ex sottosegretario all’Economia e alla Difesa, che fa parte del cda della Fondazione Carisbo, spiega così la ratio della svolta: "Solo per la gestione delle realtà museali Casa Saraceni ha speso 3,5 milioni di euro, ma la prima missione della nostra Fondazione è aiutare il territorio, a partire dalla solidarietà. Seguono la cultura e la ricerca scientifica e medica. Da qui, di fronte alla crisi economica, è normale che non si possa più spendere il 30 o il 50 per cento, come successo in alcuni casi, del patrimonio della nostra Fondazione per organizzare mostre". Non solo. L’altro aspetto importante, continua Magri, "è andare verso una gestione professionale dei siti museali", così come accade nelle principali gallerie italiane e internazionali.

In attesa di capire chi valorizzerà l’eredità di Genus Bononiae, resta nel bando una clausola importante che riguarda il personale che lavora nella società: "Dovrà essere assorbito dal nuovo gestore, garantendo l’applicazione dei contratti nazionali di settore. Della gestione dei musei, invece, resterà a capo della Fondazione solo la manutenzione straordinaria (non tutto quello che afferisce alla manutenzione ordinaria, le pulizie, le utenze gas ed elettricità).