Gian Luca Giulietti
Gian Luca Giulietti

Bologna, 2 aprile 2020 - Gian Luca Giulietti aveva 53 anni. Era sano, sportivo. Ma il Coronavirus se lo è portato via comunque. In due settimane, togliendogli il fiato e la vita. Tutto d’un colpo, all’improvviso. Giulietti era conosciutissimo in città: assieme al socio Fabio Guerra era titolare dell’ottica Giulietti e Guerra di via delle Clavature, nel cuore del Quadrilatero, e degli altri negozi omonimi distribuiti tra Bologna e provincia.

Aggiornamento La compagna: "Continuo ad ascoltare la sua voce"

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"Un professionista preparato, un tecnico di altissimo livello", lo ricorda il collega e amico Andrea Garagnani, presidente degli ottici bolognesi dell’Ascom, che lo conosceva da quando Giulietti aveva 18 anni. "Appena diplomato aveva iniziato a lavorare nel mio negozio – racconta Garagnani –. Dopo quattro o cinque anni si era messo in proprio, aprendo il suo negozio a Crevalcore, dove vive la mamma. E poi, una quindicina di anni fa, è arrivata l’ottica di via delle Clavature. Malgrado non lavorassimo più assieme, siamo sempre rimasti grandi amici. Sul lavoro e fuori. Perché Gian Luca aveva un cuore davvero grande. So che sembra retorico in certe circostanze, ma in questo caso non ho davvero parole per descrivere il dolore e lo sconcerto per questa morte, che non ci aspettavamo, che non avremmo mai voluto raccontare".

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L’ottica, per Giulietti, non era solo una professione, ma una vocazione: metteva il suo saper fare a disposizione di tutti, anche degli ultimi, dei dimenticati. "Era impegnato con me nella associazione Amoa (associazione medici oculisti per l’Africa ) – continua Garagnani –. Abbiamo affrontato tanti viaggi assieme e il 14 marzo sarebbe dovuto partire per un altra missione. Stava preparando tutto, ci eravamo sentiti. Poi è arrivata la malattia a spezzare sogni e progetti".

Le prime avvisaglie, la febbre alta e il ricovero. "Appena ha mostrato i primi sintomi lo hanno ricoverato, due settimane fa – racconta ancora Garagnani –. È stato prima al Bellaria e poi, quando la situazione si è aggravata, lo hanno trasferito al Sant’Orsola, dove è morto ieri. Una notizia che mi ha travolto. E come me tutti quelli che conoscevano Gian Luca".

A quanto risulta, Giulietti non aveva infatti patologie pregresse e quando è stato preso in carico dai sanitari le sue condizioni non erano ancora critiche. Tuttavia, il Coronavirus lo ha ucciso, strappandolo all’amore dei suoi due figli, dei famigliari e degli amici. "Non possiamo neppure dirgli addio come vorremmo – conclude Garagnani –. Io dopo il ricovero non sono più riuscito a parlare con lui. Era Fabio (Guerra, ndr) che mi aggiornava sulle sue condizioni. Pensavo che ce l’avrebbe fatta, che avrebbe superato questo momento difficile. E invece adesso posso solo pensare di riuscire a salutarlo quando tutto questo sarà finito, con la cerimonia che si merita".