Bologna, un controllo della polizia ai Giardini Margherita (FotoSchicchi)
Bologna, un controllo della polizia ai Giardini Margherita (FotoSchicchi)

Bologna, 25 giugno 2019 - Una gang di ragazzini, non tutti minorenni, si aggira nei Giardini Margherita aggredendo e rapinando gli adolescenti che la sera frequentano il parco. E almeno due episodi sarebbero avvenuti poche sere fa ai danni di alcuni giovani, aggrediti, picchiati e derubati da una banda di una decina di ragazzi, che agisce in gruppo e in maniera violenta, come se i Giardini Margherita fossero di loro proprietà, convinti di poterla fare sempre franca.

Su tutti questi casi indaga la polizia, intervenuta sul posto anche dopo una di queste rapine. Gli episodi, capitati uno dietro l’altro, stanno quindi preoccupando molto i genitori dei ragazzi che frequentano i Giardini Margherita, anche per le modalità con cui avvengono. In alcuni casi la banda agisce avvicinando la vittima per chiedere se vuole droga, poi, al rifiuto di questo, passa direttamente alla rapina.

Rapine condite con pugni, spintoni e minacce, fino a quando il malcapitato, di solito sempre un adolescente, non decide di consegnare tutti gli oggetti in suo possesso. Proprio per questo, la mamma di un ragazzo che ha subito questa aggressione ha deciso di raccontare quanto accaduto al proprio figlio, per mettere in guardia anche gli altri genitori e tentare di arginare questo fenomeno che rischia di diventare preoccupante, anche alla luce del fatto che a essere aggrediti sono soprattutto giovani e che questi episodi avvengono in uno dei luoghi maggiormente frequentati dai ragazzi, in particolare in estate. La richiesta del genitore, quindi, non può che essere quella di maggiore sicurezza e controlli.

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Preoccupata per quanto accaduto a suo figlio, ma anche per quello che potrebbe succedere ad altri ragazzi che frequentano i Giardini Margherita, una mamma ha deciso di raccontare l’aggressione, culminata in rapina, che suo figlio adolescente ha subito alcune sere fa. Ad agire, stando al racconto della madre della vittima, sarebbe stata una banda di ragazzini. «È fondamentale che tutti i genitori della città sappiano quanto è accaduto ai Giardini Margherita, per tutelarsi – racconta la madre del ragazzo aggredito –. Il rischio è che episodi del genere possano ripetersi». 

 

Ci può raccontare cosa è successo a suo figlio ai Giardini Margherita?
«Ora che i ragazzi sono liberi dalla scuola, naturalmente decidono di passare la sera in compagnia all’aperto, ma una sera mio figlio è tornato a casa raccontando di essere stato aggredito da una banda di una decina di ragazzi, mentre era in compagnia dei suoi amici".

Cosa gli hanno detto i componenti della banda quando lo hanno avvicinato? 
"Gli hanno chiesto se volesse della droga. Mio figlio e gli amici hanno detto di no e loro prima si sono allontanati e poi sono tornati indietro minacciandoli, per farsi consegnare tutto quello che avevano". 

E poi?
"A mio figlio hanno preso il cellulare e quando lui ha tentato di reagire lo hanno aggredito portandogli via tutto quello che aveva. Mi ha raccontato che questi ragazzi sembravano fuori controllo, quasi come esaltati e che derubavano tutti quelli che si trovavano di fronte".

Era la prima volta che accadeva una cosa del genere?
"Da quanto ne so, questa pare sia una banda che staziona abitualmente ai Giardini Margherita, vicino al campetto da basket. Per lo più dovrebbero essere minorenni, ma tra di loro ci sono anche ragazzi più grandi. Fino a ora però non avevano mai aggredito nessuno".

Suo figlio come ha reagito a questo episodio?
"E’ senza parole. Non avrebbe mai immaginato potesse succedere una cosa del genere".

E lei da genitore?
"Sono molto preoccupata. Dai racconti sembra che uno degli aggressori avesse anche un tirapugni. Cosa potrebbe succedere se qualcuno reagisse all’aggressione?". 

La polizia è già a conoscenza di alcuni episodi del genere avvenuti ai Giardini Margherita. Spera che questo possa servire per cambiare le cose?
"La speranza è che queste zone vengano maggiormente presidiate, anche perché questa banda di ragazzini sembra si senta intoccabile. I giovani che frequentano i Giardini Margherita, quindi, sono preoccupati perché è un gruppo pericoloso. Mio figlio, quando è stato aggredito, ha pensato lo stessero ammazzando".

Cosa l’ha spinta a raccontare l’aggressione subita da suo figlio?
"Perché è giusto che tutti sappiano cosa è successo e perché questa banda non si deve sentire invincibile o tantomeno pensare che che non si rischia nulla nel comportarsi in questo modo. Per questo mi auguro che aumentino i controlli. Mio figlio ai Giardini Margherita, a questo punto, non ci andrà più, ma ci sono tanti altri ragazzi che rischiano di essere aggrediti".