MASSIMO SELLERI
Cronaca

Cacciato dalla Lega, Giulio Venturi potrebbe correre da sindaco a Lizzano

"Sono onorato che i cittadini pensino a me. La testa e il cuore mi portano qui"

Giulio Venturi, consigliere e portavoce della Lega, è nipote del giuslavorista ucciso dalle Nuove Brigate Rosse. Venerdì il direttivo del Carroccio ha deciso di cacciarlo dal partito. Ora può fare ricorso

Giulio Venturi, consigliere e portavoce della Lega, è nipote del giuslavorista ucciso dalle Nuove Brigate Rosse. Venerdì il direttivo del Carroccio ha deciso di cacciarlo dal partito. Ora può fare ricorso

Bologna, 5 novembre 2023 – Giulio Venturi è stato espulso dalla Lega. Al consigliere comunale che durante un intervento di inizio seduta aveva auspicato le manganellate per gli ambientalisti che con le loro azioni rendono complicata la vita dei cittadini è stato applicato questo provvedimento dopo che aveva anche fortemente criticato i vertici locali per il calo dei consensi del partito. Due esternazioni che non sono affatto piaciute ai dirigenti provinciali e da qui è nata la decisione presa venerdì. Venturi non ha ancora deciso se fare ricorso o meno contro questo provvedimento, quello che è certo è che passerà la giornata di oggi al Corno alle Scale dove il vero spirito delle sue frasi è stato ampiamente compreso, tanto che molti cittadini che fanno riferimento al centrodestra stanno a pensando di candidarlo alla carica di sindaco nelle elezioni che si terranno nel 2024. "Sono onorato che i lizzanesi abbiano pensato al mio nome e me lo abbiano chiesto – ha spiegato Venturi –. Oggi occupo un posto come consigliere comunale a Bologna, ma sicuramente Lizzano viste le mie origini familiari, mio nonno Giorgio Biagi è stato il primo sindaco della ricostruzione dopo la guerra e sono cresciuto in questo paese, non mi è indifferente. La testa ed il cuore mi porterebbero verso la montagna, vedremo". Per la cronaca il gruppo consigliare della Lega a Bologna si ridurrebbe a un solo componente, mentre lo sviluppo della stazione del Corno alla Scale è stata sistematicamente osteggiata da una serie di ricorsi amministrativi.