Gli agricoltori chiudono il presidio: "Giusto protestare per il futuro"

Dopo più di una settimana hanno messo in moto i trattori. L’imprenditore Mariani: "Questa burocrazia è un delirio".

Gli agricoltori chiudono il presidio: "Giusto protestare per il futuro"

Gli agricoltori chiudono il presidio: "Giusto protestare per il futuro"

Si chiude il presidio degli agricoltori in zona Castel San Pietro terme. Dopo più di una settimana di accampamento, gli imprenditori agricoli nella serata di ieri hanno smontato le tende e messo in moto i trattori. La protesta, però, non intende spegnersi.

"Io produco colture, erbacee e sementiere a Imola - dice Francesco Mariani. È una attività di famiglia, ci sono tante difficoltà dal punto di vista burocratico, infatti, è sempre un delirio. Le novità si susseguono di anno in anno, non c’è stabilità.

Quest’anno c’è il 4 per cento da lasciare incolto e il 7 da lasciare a erbaceo. Già queste sono novità che destabilizzano. Anche parlare di pesticidi è una cosa che crea confusione, timori, fa pensare alle grida manzoniane, di seminare la peste. Noi usiamo gli agrofarmaci che è il termine più corretto e questo dovrebbe essere utilizzato in maniera corretta - dice l’agricoltore-. La mala comunicazione dei mass media sommata alle folli idee dell’Europa ci sta vessando in maniere folli, il Green deal è assurdo. Si vuole lasciare spazio a una agricoltura che non è vera, dato che il latte artificiale e chimico e la carne artificiale non vanno bene. E questo che impatto può avere nell’assunzione della gente a livello di salute?.

Penso sia stato giusto farsi sentire in questo modo. Era una occasione da non perdere, specialmente a pochi mesi dalle elezioni europee. Se non ci facciamo sentire così, per l’agricoltura europea è la fine. Anche il cittadino potrebbe avere più consapevolezza del problema. Bisogna vedere che messagio passa e come viene incultato nella mente della persone. Riprendendo quanto le ho detto prima, usare parola ‘pesticidi’ mette in crisi tutto il concetto delle manifestazioni, non viene sufficientemente inculcato. Anche perché per alcuni trattamenti non è necessario nemmeno utilizzarlo. Il Green deal si pone come progressista, ma in realtà porta alla regressione di noi lavoratori". Che idea ha del futuro? "Voglio pensare e sperare che il futuro possa essere positivo: ho figli e nipoti e vorrei sperare che potessero mangiare naturale e sano. Poi in secondo luogo, vorrei che il mondo agricolo non venisse tagliato fuori. Noi italiani abbiamo un sacco di tradizioni, che non vorrei venissero perse".

Francesca Pradelli