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8 mag 2022

Guazzaloca, la vittoria e San Petronio

8 mag 2022
monsignor
Cronaca

Monsignor

Ernesto Vecchi*

A cinque anni dalla morte, la memoria di Giorgio Guazzaloca è ancora molto viva. Olivio Romanini, nel libro "Guazzaloca l’uomo che si mangiò i comunisti", (Minerva 2019) mi pone tra i suoi testimoni più diretti. Guazzaloca stesso, nella dedica del libro "Guazzaloca una vita in salita" di Alberto Mazzuca (Medimond 2008), scrive: "A Sua Eccellenza Monsignor Vecchi, con molta stima e (se me lo consente) con amicizia". La nostra fu un’amicizia non formale ma connessa con gli eventi che hanno coinvolto la Curia e Guazzaloca nel susseguirsi dei suoi vari incarichi. Un momento particolarmente significativo fu l’inaugurazione dell’illuminazione del portico di San Luca, la sera dell’1 agosto 1987, presente – oltre a Guazzaloca allora presidente dell’Ascom – il cardinale Giacomo Biffi, l’onorevole Pier Ferdinando Casini e tanti altri, capifila di una folla che salì al santuario. Guazzaloca ricordava volentieri che, da bambino la mamma lo portava spesso a San Luca. Fu Guazzaloca il 4 ottobre 2001 a ricollocare la statua di San Petronio sotto le due torri, dove fu posta dai Drappieri nel 1683 e rimossa dai malpancisti nel 1871. Nonostante alcune riserve, tirò dritto e l’immagine del Santo Patrono è lì, dove i nostri Padri la vollero. Sono anche testimone diretto del bel rapporto tra il sindaco “civico” e il cardinale Giacomo Biffi, che definì la vittoria di Guazzaloca a Bologna un miracolo. Da cinquant’anni la sinistra al governo di Bologna era considerata una certezza inviolabile. Invece – scrive il cardinale Biffi – alle ore 1,24 di lunedì 28 giugno 1999 si ebbe la certezza che Giorgio Guazzaloca era il nuovo sindaco di Bologna. Apprezzavo in lui – continua il cardinale – l’autenticità umana e la semplicità del tratto, tipica della gente del popolo, la concretezza e l’amore incondizionato per la “sua” Bologna. Il cardinale Matteo Zuppi, nell’omelia esequiale in San Pietro, (29-4-2017) disse che la fede per Guazzaloca era una partita aperta. Infatti, diceva: "Lassù qualcuno mi ama". 

*vescovo ausiliare

emerito di Bologna

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