Un sequestro cautelare dei beni, in attesa di chiarire il perché delle ‘dimenticanze’ in un testamento che, per i famigliari, appare quanto meno anomalo. L’altra mattina, lo studio di commercialista in via Barberia di Sante Speranza, scomparso agli inizi di luglio a seguito di una malattia, è stato posto sotto sequestro cautelare, assieme ai beni e alle proprietà del professionista, affidati a un custode nominato dal tribunale. La vicenda, che sembra configurarsi come un caso di ‘eredità contesa’ è partita quando alla lettura del...

Un sequestro cautelare dei beni, in attesa di chiarire il perché delle ‘dimenticanze’ in un testamento che, per i famigliari, appare quanto meno anomalo. L’altra mattina, lo studio di commercialista in via Barberia di Sante Speranza, scomparso agli inizi di luglio a seguito di una malattia, è stato posto sotto sequestro cautelare, assieme ai beni e alle proprietà del professionista, affidati a un custode nominato dal tribunale. La vicenda, che sembra configurarsi come un caso di ‘eredità contesa’ è partita quando alla lettura del documento testamentario è emerso come, tra gli eredi designati da Speranza, non figurassero né la moglie, né l’anziana madre, mentre una parte sostanziale del patrimonio sarebbe stato lasciato a una terza persona, una donna esterna alla famiglia.

Una circostanza che ha portato i famigliari a rivolgersi a un legale, l’avvocato Paolo Faldella, per verificare la legittimità del documento e quindi del lascito. Motivo per cui, nel tempo necessario agli accertamenti, il tribunale ha ‘congelato’ i beni del commercialista. La vicenda ereditaria potrebbe non limitarsi a una causa civile: la famiglia, infatti, vuol capire, a tempo debito, se ci siano state forzature nella compilazione del testamento, avvenuta in un momento in cui, a detta dei parenti, il commercialista non era nel pieno delle sue facoltà perché già fiaccato dalla malattia. E anche se ci siano state dispersioni del patrimonio o di denaro dai conti, subito o di poco precedenti alla morte del professionista, avvenuta il 30 giugno.

Speranza era un commercialista molto noto in città: da quarant’anni lavorava nel suo studio professionale di via Barberia, nel cuore della città. Ma quello che, al di là del lavoro, lo contraddistingueva era il suo lato umano: aveva una grande disponibilità ed era sempre pronto alla battuta. Tanto che, con alcuni amici, sui social, aveva dato vita al gruppo goliardico Ave Martini, nato per celebrare il famoso cocktail a base di gin e vermut dry.

Era difficile vedere Speranza senza giacca e cravatta, sempre impeccabile e sofisticato nell’abbigliamento quanto nel modo di vivere, ma allo stesso tempo era una persona sempre disponibile, ironico e pronto ad aiutare tutti. Bolognese doc, Speranza era un grande appassionato di sport: da giovane praticava culturismo e full contact, mentre negli ultimi anni si era avvicinato al podismo. Era un grande tifoso del Bologna Fc e non perdeva mai una partita, oltre che un tifoso della Virtus e amico di Sasha Danilovic.

Una perdita straziante per i famigliari, in particolare per l’anziana madre, che adesso si trovano anche a dover affrontare una vicenda giudiziaria che aggiunge solo dolore a un lutto prematuro.