Bologna, 11 giugno 2019 - Nel giorno dell’annunciata chiusura, il fermento davanti all’Hub di via Mattei (video), a Bologna, è iniziato fin dalle prime ore del mattino. Il centro per i migranti, come annunciato dal prefetto Patrizia Impresa al Carlino, sarà chiuso per temporanei cantieri. 

Il presidio di Fp Cgil e Cgil Bologna scatta dalle 8 circa con striscioni, megafoni, bandiere e anche della musica davanti ai cancelli del centro di smistamento per migranti. 

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“Per ora restiamo qui, non ci muoviamo", scandiscono al mattino gli esponenti del sindacato e gli altri manifestanti presenti davanti all’Hub, ed esprimono con fermezza “la volontà di fermare il traffico e bloccare il passaggio dei bus” che devono trasferire i migranti in altre strutture.

Via Mattei viene chiusa e transennata dall'incrocio di via Martelli fino a via Pallavicini per evitare il blocco del traffico lungo la strada. Alcuni migranti, circa una cinquantina, iniziano a lasciare la struttura senza attendere l'arrivo dei pullman per il trasferimento a Caltanissetta. Qualcuno, zaino o sacchi in spalla, si allontana da solo lungo la strada. Altri raccolgono l'invito dei manifestanti e degli operatori a fermarsi all'infopoint allestito fuori dalla struttura, dove vengono fornite informazioni legali e su eventuali disponibilità di luoghi pronti ad accogliere i richiedenti asilo.

Molti ospiti dell’Hub decidono di rinunciare formalmente al trasferimento in un’altra struttura, operazione che, come spiega Nazzarena Zorzella, avvocato di Asgi, “non comporta la diretta rinuncia al percorso di accoglienza”. Tanti migranti si radunano quindi  fuori per parlare con avvocati e assistenti legali e capire dove andare, restando anche in attesa degli altri ospiti, ancora all’interno, che devono decidere se accettare il trasferimento o rinunciare. Delle quasi 180 persone da trasferire, in ogni caso, la maggior rifiuta la procedura, nella volontà di rimanere sul territorio bolognese, dove diversi lavorano o studiano.

Le persone che hanno scelto di essere trasferite nella struttura a Caltanissetta sono circa una ventina. Appresa la notizia, i manifestanti lasciano l’Hub di via Mattei (video) in compagnia dei migranti che hanno rifiutato il trasferimento, per dirigersi in piazza Nettuno (video), dove alle 18.30 va in scena l’assemblea pubblica annunciata nei giorni scorsi. Poco dopo le 17 via Mattei viene riaperta al traffico.

Hub Merola: "Il Comune non è responsabile"

Quanto sta accadendo oggi all'hub migranti "non è responsabilità del Comune di Bologna. Si è voluta inutilmente creare una tensione quando le cose potevano essere governate diversamente". Così il sindaco di Bologna, Viginio Merola, in un videomessaggio postato su Facebook. "Siamo di nuovo di fronte ad una iniziativa del ministro Salvini che ha pensato bene, senza avvisare il Comune di Bologna ma mettendolo di fronte ad un fatto compiuto, di chiudere l'hub di via Mattei. Le conseguenze sono tensione in città, persone che da fine giugno resteranno senza lavoro e una situazione di incertezza per gli ospiti dell'hub che devono decidere se farsi portare in Sicilia o sono liberi di andare altrove".

Merola annuncia due iniziative: l'attivazione di un tavolo di salvaguardia per l'occupazione in Città metropolitana (convocato per il 13 giugno alle 11) per gli operatori che perderanno il posto dal 30 giugno e un incontro in Prefettura" per definire i tempi e le modalità della ristrutturazione", con l'obiettivo di una clausola sociale per l'impiego degli attuali lavoratori nella futura gestione. Ma "tutto questo poteva essere evitato, bastava concertarlo", sottolinea ancora Merola.

Durante l’incontro in Prefettura, cui hanno partecipato l’assessore comunale Giuliano Barigazzi e l’assessore regionale Massimo Mezzetti, il prefetto Patrizia Impresa illustra a Comune e Regione i motivi della chiusura dell’hub in via Mattei spiegando la necessità di interventi di ristrutturazione. Gli assessori vengono inoltre informati che cinquanta migranti, con particolari problematiche, sono già stati distribuiti in altre strutture della regione. Per tutti gli altri ospiti l’unica proposta messa sul tavolo è il trasferimento nella struttura di Caltanissetta. 

Consiglieri e sindaci davanti all'Hub

In via Mattei al mattino ci sono anche le consigliere comunali Emily Clancy e Amelia Frascaroli, Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi, e Massimo Masetti, vicensidaco di Casalecchio. Dal microfono, i manifestanti sollecitano il Comune a intervenire: altrimenti "tutte le persone che decideranno di non andare a Caltanissetta le porteremo in Consiglio comunale", afferma un operatore dell'accoglienza.

“Come sindaci della città metropolitana abbiamo provato a evitare questo, a evitare che persone fossero trattate come pacchi - commenta Masetti -. Strumentalizzare politicamente questa situazione è la cosa più sbagliata: Casalecchio è disponibile a sedersi a un tavolo insieme a sindaci, prefettura e organi competenti per stabilire quali siano le alternative”.

 

Il prefetto Impresa: "Nessuna emergenza per l'Hub"

Per l'Hub di Bologna "non parlerei assolutamente di una situazione di crisi, perché noi non stiamo vivendo nessuna emergenza in questo momento. Abbiamo semplicemente, d'intesa col ministero dell'Interno e col dipartimento libertà civili, verificato che c'è la necessità di fare alcuni lavori di manutenzione straordinaria sulla struttura, per metterla in miglior sicurezza e soprattutto salubrità. Interventi che faremo a breve e che non potevano essere fatti con la presenza degli ospiti", è quanto afferma il prefetto di Bologna, Patrizia Impresa. 

"Già questo giovedì, nel pomeriggio, ci sarà il primo intervento da parte del Provveditorato delle opere pubbliche che con i nostri eseguiranno i primi rilievi e si farà subito il ripristino della situazione". Il trasferimento improvviso dei migranti non è piaciuto al Comune, che ieri tramite l'assessore al Welfare Giuliano Barigazzi ha lamentato di non essere stato coinvolto nella vicenda. "Ho parlato più volte con il sindaco direttamente - ha detto Impresa -, anche con lo stesso assessore Barigazzi, al quale ho detto che non c'era nessuna modifica nella finalità dell'Hub. Devo dire che non ho avuto obiezioni". 

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