"Cara Costituzione, ascoltando te già sto meglio perché mi trasmetti tanta fiducia e tanta serietà per la nostra casa comune". È la lettera d’amore che l’arcivescovo Matteo Zuppi ha scritto alla Costituzione, nell’anno del 75° anniversario della Repubblica. "Ti voglio chiedere aiuto – scrive Zuppi – perché siamo in un momento difficile e quando la nostra patria ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare". E poi, "che cosa ci serve litigare quando si deve costruire?". I padri costituenti "erano avversari, con idee molto distanti, eppure si misero d’accordo su quello che conta e su cui tutti volevano costruire il nostro Paese. Senza questa eredità rischiamo di rendere di nuovo i confini dei muri e motivo di inimicizia, mentre sono ponti".