L’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese si sta attivando per fornire ai gestori dei centri estivi le informazioni e gli strumenti per aprire. Non solo: da parte dell’Unione è in corso anche una ricognizione con le famiglie dei ragazzi disabili, per individuare strumenti che possano alleviare la loro situazione, a circa tre mesi...

L’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese si sta attivando per fornire ai gestori dei centri estivi le informazioni e gli strumenti per aprire. Non solo: da parte dell’Unione è in corso anche una ricognizione con le famiglie dei ragazzi disabili, per individuare strumenti che possano alleviare la loro situazione, a circa tre mesi dall’interruzione dei servizi educativi di sostegno.

"La situazione riguardante i centri estivi in Appennino è ancora molto in divenire, siamo nella fase organizzativa" commenta il sindaco di Vergato e presidente dell’Istituzione dei servizi sociali, educativi e culturali dell’Unione Appennino bolognese Giuseppe Argentieri (nella foto). "14 gestori infatti avevano aderito al bando della Regione sulla conciliazione tra vita e lavoro, già presentato l’anno scorso, che prevede la possibilità, per le fasce di reddito fino a 28mila euro ISEE, di ottenere sconti fino a 84 € a bambino per settimana. A questi benefici si aggiungono quelli previsti dal Governo. Tuttavia, sia i gestori che hanno aderito al bando, sia quelli che intendono comunque aprire un centro estivo, hanno programmato le loro attività prima che emergesse la necessità di adeguarsi ai protocolli sanitari previsti dagli esperti. Per questo motivo oggi molti stanno verificando se hanno le risorse di personale per gestire il centro e a quanto può ammontare l’aumento dei costi che si riverserà sulla famiglie. Noi speriamo che sia sostenibile grazie al sostegno di Regione e Governo: ma temo ci vorrà almeno una decina di giorni prima di sapere effettivamente chi ce la farà a partire e a quali costi, visto lo slittamento dei termini abituali legato appunto a questa situazione emergeziale".