I giovani e l’odissea della crescita. Zuppi: "L’amicizia al centro di tutto"

Il cardinale all’Estate Ragazzi 2024: "Sulle guerre, è la debolezza dei bimbi che ci rende consapevoli"

Bologna, 21 giugno 2024 – Il viaggio di Ulisse è il tema scelto per l’edizione 2024 di Estate Ragazzi, più di un migliaio i partecipanti. Con la semplicità del gioco viene affrontata una questione di grande attualità, quella che oggi vede i più giovani rivivere il travaglio di Telemaco che sulla spiaggia aspettava l’arrivo del padre. Un problema che sottolinea come oggi la famiglia sia costretta a chiedere la collaborazione di diverse realtà per la crescita dei loro figli.

Il cardinale Matteo Zuppi sul palco
Il cardinale Matteo Zuppi sul palco

"Molti frutti del lavoro educativo di Estate Ragazzi – spiega il cardinale Matteo Zuppi nella tradizionale giornata in cui i ragazzi di ER incontrano l’arcivescovo a Villa Revedin – non li vediamo, perché spesso sono frutti che maturano mentre ci accompagnano nella vita e che sanano delle piccole ferite e che ci insegnano a stare con gli altri e soprattutto a relazionarci con gli altri e, quindi, a incontrare Gesù. In un mondo dove si fa fatica a stare insieme perché la comunicazione avviene spesso in remoto, noi non capiamo quanto sia veramente formativa l’amicizia che unisce questi piccoli bambini, ma loro sono lì a ricordarci che l’uomo ha sempre bisogno del suo prossimo". Questa iniziativa non sarebbe possibile se tanti ragazzi delle scuole superiori non decidessero di spendere una parte del loro tempo per formarsi e per mettersi al servizio dei più piccoli. "Tra gli animatori c’è un grande desiderio di dono e questo è molto importante perché così imparano sia ad occuparsi dei più deboli sia ad aiutarsi tra di loro. Essere attenti alle fragilità è la grande lezione evangelica che spesso noi adulti abbiamo perso".

Nel parlare ai giovani Zuppi non evita il discorso della guerra che sta martoriando Ucraina e Palestina. "Non vero che i bambini non si rendono conto e non capiscano cosa fa male, cosa fa bene e cosa fa soffrire. In molti casi è proprio la loro debolezza che può renderci consapevoli. Costruiamo un modo diverso insieme a loro e per loro".