Il tragico numero dei decessi per Coronavirus, che giorno dopo giorno cala un’ombra nera sulla città, non accenna a diminuire. Anche ieri sono state 13 le vittime dell’infezione arrivata da Oriente, sette uomini e sei donne. Si tratta di Roberto Zama, urologo di San Giovanni in Persiceto; Dario Contri, 75enne di San Lazzaro, e il suo concittadino Giuseppe Avoni, 87: entrambi erano residenti di Villa Rodriguez. Avoni si è spento al Sant’Orsola. "Purtroppo gli anziani sono stati la categoria più colpita dall’infezione – commenta il sindaco di San...

Il tragico numero dei decessi per Coronavirus, che giorno dopo giorno cala un’ombra nera sulla città, non accenna a diminuire. Anche ieri sono state 13 le vittime dell’infezione arrivata da Oriente, sette uomini e sei donne.

Si tratta di Roberto Zama, urologo di San Giovanni in Persiceto; Dario Contri, 75enne di San Lazzaro, e il suo concittadino Giuseppe Avoni, 87: entrambi erano residenti di Villa Rodriguez. Avoni si è spento al Sant’Orsola. "Purtroppo gli anziani sono stati la categoria più colpita dall’infezione – commenta il sindaco di San Lazzaro Isabella Conti –. E sapere che se ne sono andati in solitudine, senza l’affetto e l’ultimo saluto dei loro cari, rende la loro perdita ancora più atroce".

Il Coronavirus si è portato via Dante Roncarati, 62 anni, la vittima più giovane registrata ieri: residente a Castel Maggiore, era il titolare dello storico negozio di barbiere di via Solari, alla Corticella. A ricordarlo con affetto sono decine di post pubblicati su Facebook dai suoi clienti, alcuni dei quali, raccontano, frequentavano la sua bottega fin da bambini. Roncarati è deceduto all’ospedale Maggiore, dove era stato ricoverato il 18 marzo scorso, dopo alcuni giorni di febbre. "Era una persona favolosa, ed era sano", commenta brevemente la moglie, commossa.

Con loro se ne sono andati poi tre bolognesi, Bruno Sono, di 81 anni, e due concittadini di 81 e 91 anni; quattro invece le donne che hanno perso la battaglia contro il virus residenti a Bologna, la più anziana di 95 anni e la più giovane di 81; infine, Castenaso piange Irene Bianchi, di 86 anni, e Sasso Marconi una cittadina di 97.

Pure il dato dei contagi nella provincia, infine, non si arresta: aumentano ancora di 93 unità i positivi nell’area metropolitana, Imolese escluso, portando il totale a 2.947 casi registrati dall’inizio della pandemia.

Questo è il numero più alto di nuovi positivi registrato ieri in tutta la regione: si tratta di più del doppio di quelli di Reggio Emilia, l’altra città dell’Emilia-Romagna in cui la Regione sta adottando lo stesso sistema di "aggressione" al virus facendo tamponi a sanitari, residenti delle case di riposo e familiari delle persone contagiate anche se senza sintomi.

Un aumento che peraltro si registra nonostante il numero di tamponi effettuati sia ridotto, rispetto ai giorni scorsi, di circa la metà.

"Ma a livello regionale i decessi sono diminuiti e i contagi sono calati del 40% rispetto a ieri (domenica, ndr): ci aspettiamo ora un consolidamento dei dati – riflette il commissario regionale per l’emergenza Sergio Venturi –. I ricercatori stanno facendo in queste settimane quello che normalmente per un virus si fa in anni, in decenni. Credo però dovremo prevedere case di riposo Covid per anziani, a breve".

Federica Orlandi