Da sinistra: Giancarlo Tonelli, Enrico Postacchini, Francesco Cavazza Isolani e Giovanni Trombetti
Da sinistra: Giancarlo Tonelli, Enrico Postacchini, Francesco Cavazza Isolani e Giovanni Trombetti
di Gabriele Mignardi Prima il Covid, poi la siccità. Cade in un periodo decisamente difficile il trentennale della Mostra assaggio dei vini dei Colli Bolognesi in programma questo fine settimana nel centralissimo Palazzo Isolani di Bologna. Vini di qualità superiore, come dimostrano i successi nei concorsi enologici nazionali e internazionali, ma doppiamente penalizzati prima dalla chiusura dei locali che rappresentano il maggior canale di vendita delle cantine nostrane, e poi da una siccità prolungata che ha fatto ricordare l’altro anno...

di Gabriele Mignardi

Prima il Covid, poi la siccità. Cade in un periodo decisamente difficile il trentennale della Mostra assaggio dei vini dei Colli Bolognesi in programma questo fine settimana nel centralissimo Palazzo Isolani di Bologna. Vini di qualità superiore, come dimostrano i successi nei concorsi enologici nazionali e internazionali, ma doppiamente penalizzati prima dalla chiusura dei locali che rappresentano il maggior canale di vendita delle cantine nostrane, e poi da una siccità prolungata che ha fatto ricordare l’altro anno asciuttissimo, il 2017. Con una vendemmia 2020 che aveva prodotto esubero di vino invenduto in cantina e la vendemmia appena conclusa che si chiude mediamente con un meno 40 per cento di prodotto. Una specie di ottovolante di settore che coinvolge anche i mercati globali ma che mette a dura prova realtà di dimensione artigianale, come quelle nostrane, che nella ripresa del turismo e nella vetrina cittadina della Mostra assaggio contano per valorizzare le loro etichette di punta e per aumentare il tasso di penetrazione nel mercato sotto casa.

Saranno 24 le cantine che sabato prossimo proporranno degustazioni che per ragioni di sicurezza saranno aperte al pubblico in due turni di accesso: dalle 16,30 alle 18,30 e poi di nuovo dalle 19,30 alle 21,30. Riservata invece agli operatori di settori l’apertura di lunedì pomeriggio. Questo l’elenco: Aldrovandi, Cantina Botti, Cantina Valsamoggia, Casetta Belvedere, Cinti, Corte d’Aibo, Dalla Terra e Dal Mestiere, Erioli, Fedrizzi Vini, Gaggioli Vini, Il Monticino, La Mancina, Lodi Corazza, Manaresi, Montevecchio Isolani, Orsi San Vito, Podere Riosto, Tenuta La Riva, Tenuta Santa Cecilia-Vigneti della Croara, Tenuta Santa Croce, Tizzano, Tomisa, Vallania e Alessandro Zanardi.

"È un grande risultato essere arrivati ai 30 anni della manifestazione -ha esordito ieri mattina il presidente del Consorzio Vini colli bolognesi, Francesco Cavazza Isolani, nella sede Ascom - oggi, con il periodo più duro della pandemia alle spalle, possiamo vedere aumentare le prospettive di crescita e miglioramento. Questo si collega anche ad un altro nostro obiettivo: vedere riconosciuto il vino dei colli dai bolognesi, sia ristoratori sia consumatori, come il loro vino di qualità, di cui essere orgogliosi".

Obiettivo condiviso da Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Ascom Bologna: "Le sinergie messe in atto dalle attività imprenditoriali che operano nel nostro territorio, cantine, ristoranti e consorzi, sono fondamentali. E va ricordato che la tutela dei nostri bellissimi colli fa parte dell’identità bolognese". Osservazioni condivise dal presidente di Bologna welcome Giovanni Trombetti e dal direttore generale di Confcommercio Ascom Giancarlo Tonelli.