Igor il russo, al secolo Norbert Feher, serbo di 40 anni, in tribunale in Spagna
Igor il russo, al secolo Norbert Feher, serbo di 40 anni, in tribunale in Spagna

Bologna, 22 aprile 2021 - Colpevole. Igor il ‘russo’ , al secolo Norbert Feher, killer serbo di 40 anni già condannato all’ergastolo in Italia per due delitti, è stato dichiarato colpevole anche dei tre omicidi commessi in Spagna . Il verdetto è arrivato oggi da una giuria popolare spagnola . Ora un giudice dell’Audiencia provinciale di Teruel sarà chiamato a emettere una sentenza di condanna nei confronti di Feher , quantificando le pena.

Il killer era alla sbarra per i tre delitti commessi nel dicembre 2017 nella regione dell’Aragona: le vittime furono l’allevatore José Luis Iranzo, 40 anni, e gli agenti della Guardia Civil Victor Romero, 30, e Victor Jesús Caballero, 38. Feher è stato dichiarato colpevole anche di altri reati, come attentato all’autorità o porto d’armi illecito.

La colpevolezza di Feher per l’allevatore Iranzo è stata dichiarata dalla giuria popolare con voto unanime. Per gli agenti della Guardia Civil il voto a favore della dichiarazione di colpevolezza è stato espresso da sette dei nove giurati. La pubblica accusa e le parti civili hanno chiesto il massimo della pena possibile in Spagna, dove non è previsto l’ergastolo. L’accusato aveva ammesso l’omicidio di Iranzo, mentre ha dichiarato che sparò agli agenti Romero e Caballero solo per legittima difesa. Feher attualmente sta scontando una condanna a 21 anni per un duplice tentato omicidio, reati commessi sempre in Spagna.

Igor in Italia come detto è stato già condannato per gli omicidi del barista della Riccardina di Budrio Davide Fabbri e della guardia ecologica di Portomaggiore (Ferrara) Valerio Verri .

"Sentire il nome di quell’individuo mi fa ancora male, per questo non ne parlo mai. Penso solo che una persona così non dovrebbe esistere – dice Maria Sirica, la vedova di Davide Fabbri che il giorno dell’omicidio affrontò il killer cercando di togliergli il fucile di mano –. Che sia stato nuovamente condannato anche in Spagna non mi interessa, ma voglio dire ancora una volta che se sono rimasta da sola è colpa dello Stato italiano, perché Igor doveva stare in galera oppure essere espulso, di conseguenza mio marito sarebbe ancora vivo. Dopo che è morto anche mio suocero, il papà di Davide, sono rimasta ancora più sola. Spero che quell’assassino rimanga in galera in Spagna e non torni più in Italia, almeno nel posto dov’è adesso sarà costretto a rispettare le regole. Qui lo Stato se ne è fregato".