Bologna, 11 settembre 2019 - La difesa di Igor il Russo, all’anagrafe serba Norbert Feher, ha depositato l'atto di appello contro la sentenza di condanna all'ergastolo pronunciata dal tribunale di Bologna. L'avvocato Cesare Pacitti chiede di disporre una perizia psichiatrica che possa chiarire se la “grave psicopatia” abbia o meno inciso, secondo i criteri dell'ordinamento italiano, sulla capacità di intendere e di volere.

Il 27 marzo 'Igor', attualmente detenuto in Spagna, è stato processato in videoconferenza e giudicato responsabile degli omicidi del barista di Budrio Davide Fabbri, l'1 aprile 2017, e del volontario Valerio Verri, l'8 aprile a Portomaggiore, oltre che del tentato assassinio del poliziotto provinciale Marco Ravaglia e di altri reati. Il giorno del verdetto era impassibile, glaciale, con quel sorriso beffardo sfoggiato sprezzante di fronte ai parenti delle sue vittime.

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Un silenzio proseguito anche alla lettura della sentenza, quel fine pena mai per gli omicidi di Davide Fabbri, l’1 aprile 2017 a Riccardina di Budrio, di Valerio Verri, una settimana esatta dopo nel ferrarese, e il tentato omicidio dell’agente Marco Ravaglia. Perché, spiegò proprio l’imputato nel penultimo passaggio in tribunale, “dovevo sdraiarli, pensavo fossero carabinieri, mi dovevo aprire la strada”.

Nel negare la perizia in primo grado il giudice, secondo il difensore, è caduto in errore perché si è basato unicamente sugli accertamenti fatti in Spagna, dove peraltro si parla di “disturbo antisociale e narcisista, con un livello di psicopatia molto alto”. Il giudice avrebbe inoltre utilizzato la descrizione presa dagli elaborati iberici dell'imputato “come soggetto lucido e cosciente”, per escludere l'incapacità di volere, “laddove tale descrizione - si evidenzia nelle 45 pagine di appello - attiene alla sola capacità di intendere”.

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La difesa di Igor insiste anche per l'assoluzione da alcuni reati, come la rapina a una guardia giurata a Consandolo di Argenta, il 30 marzo 2017, e la tentata rapina ai danni di un pachistano, commessa tra i due omicidi e per l'insussistenza dell'aggravante di aver commesso i delitti mentre era ricercato con ordine di custodia cautelare per alcune vecchie rapine ferraresi.

La difesa sottolinea inoltre “l'attendibilità” della versione data da Feher per quanto riguarda l'assalto al bar di Fabbri: aveva detto di essere andato lì per esigere un credito e che poi avrebbe ucciso per autodifesa. Una ricostruzione, per Pacitti, “coerente e in sintonia” con gli atti processuali e le testimonianze. L'appello di Feher, sempre detenuto in Spagna dove venne arrestato a dicembre 2017 dopo altri tre omicidi, sarà fissato nel giro di qualche mese.