FRANCESCO MORONI
Cronaca

Il Comune gestirà l’ex Masini. Laudani: "Serve una regia diretta. Ed è in arrivo un giardino urbano"

L’assessore all’Urbanistica anticipa il futuro dell’area dismessa: "Dal percorso partecipativo tante idee. Vogliamo salvaguardarle e restituire lo spazio alla città. Le realtà coinvolte nel bando? Il dialogo continua".

Il Comune gestirà l’ex Masini. Laudani: "Serve una regia diretta. Ed è in arrivo un giardino urbano"

Il Comune gestirà l’ex Masini. Laudani: "Serve una regia diretta. Ed è in arrivo un giardino urbano"

L’obiettivo è "non disperdere la ricchezza del percorso partecipativo". Ecco perché, per l’ex caserma Masini, la palla ora passerà direttamente a Palazzo d’Accursio: "C’è bisogno di una regia da parte del Comune". A spiegare le novità sull’area militare dismessa in via Orfeo è Raffaele Laudani, assessore all’Urbanistica, che sul Carlino anticipa quello che oggi, alle 11, verrà presentato in commissione consiliare: il futuro delle caserme abbandonate.

Assessore, cosa succede ora all’ex caserma Masini?

"Stiamo adottando una strada nuova, sperimentale. Una gestione diretta dell’amministrazione. Vogliamo mettere a disposizione lo spazio per le realtà che hanno avanzato progetti in questi mesi: l’esigenza progettuale è importante".

Quale sarà la prima mossa?

"Stiamo immaginando di trasformare il piazzale della Masini in una sorta di giardino temporaneo, o come si dice oggi, in un ‘rifugio climatico’: un allestimento con piante in vaso per creare ombreggiature e abbassare le isole di calore. Pensiamo anche di coinvolgere i cittadini per costruire un pergolato: vogliamo restituire l’area ai bolognesi".

I progetti emersi in questi mesi, dunque, potranno trovare concretezza?

"Sia le cordate che hanno partecipato al bando, sia altre realtà che vorranno proporre attività, saranno coinvolte. Ovviamente valuteremo di volta in volta le varie situazioni e le idee...".

Non c’è solo l’ex Masini, però: dalla Staveco alla Stamoto, il calderone ribolle.

"Sulla Staveco sono in corso le ultime verifiche sul progetto selezionato. Le risorse per il primo lotto ci sono, mancano alcuni passaggi del Ministero".

E l’area in viale Felsina?

"L’accordo prevede la permuta al Comune: lì vogliamo realizzare un grande parco e restituire parcheggi ai residenti, attraverso l’uso temporaneo. Ma non ci siamo ancora riusciti: oggi la legislazione nazionale non è orientata a favorire questi utilizzi".

Il Comune si muove, ma le difficoltà sono strutturali?

"Se si vogliono davvero rigenerare le aree dismesse, c’è bisogno di alcuni interventi straordinari, da un fondo per le bonifiche alla necessità di spezzare la logica finanziaria che, in passato, ha portato lo Stato ad attribuire alle caserme valori fuori mercato. Se la normativa fosse come negli altri Paesi europei, avremmo già restituito queste aree alla città. Andiamo controvento, ma non ci fermiamo".