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20 apr 2022

Il marito di Natalia: "Il killer? Ecco la verità"

Ex insegnante uccisa, parla Luigi Bernardini: "Sei mesi senza di lei, il futuro non esiste. Il cugino indagato ci ha provocato due volte"

nicola bianchi
Cronaca

di Nicola Bianchi

"Cosa mi aspetto? Che questo incubo finisca il più presto possibile per ridare giustizia alla mia Natalia". L’inchiesta sull’omicidio di Natalia Chinni, 72 anni, è chiusa con il pubblico ministero Antonello Gustapane pronto a notificare a giorni l’atto finale. L’ultimo tassello era quella perizia psichiatrica sull’unico indagato, Fabio Ferrari, cugino della donna uccisa con un colpo di fucile lo scorso 29 ottobre, nel giardino della sua casa a Santa Maria Villiana di Gaggio. E quella perizia oggi dice che il 72enne dirimpettaio di Natalia, agli arresti domiciliari per omicidio volontario, era ed è in grado di intendere e volere. "Cosa che avevo sempre sostenuto", chiosa Luigi Bernardini, marito della ex insegnante di inglese.

Luigi, sono trascorsi ormai sei mesi senza sua moglie. Si è fatto un’idea di quello che potrebbe essere accaduto?

"Certamente e ora aspetto solamente giustizia. Mia moglie aveva paura di lui (il cugino indagato, ndr) e lo aveva ribadito alla sorella poco prima di morire. E lo aveva pure denunciato. Tutto è scritto agli atti".

Ma Ferrari si è sempre professato innocente...

"Io non punto il dito contro nessuno, a parlare saranno le prove che carabinieri e Procura hanno raccolto in questi mesi".

Ha letto la perizia psichiatrica?

"Non ancora, lo farò con calma con il mio avvocato. Ma, ripeto, al sottoscritto non ha detto nulla di quanto già sapevo".

Dal 29 ottobre ha mai incrociato Ferrari?

"Sì, una volta. E ho segnalato l’episodio ai carabinieri".

Quale episodio?

"Io e mio figlio siamo saliti nella casa di Santa Maria Villiana quando è uscito lui e, quasi in segno di sfida, ci ha salutati con un sarcastico ’buongiorno signori’. Lo abbiamo ignorato totalmente. Stessa scena si è ripetuta qualche giorno dopo con mia cognata. Voleva dimostrarci che esisteva ancora? I carabinieri sanno tutto. Non vogliamo nessun contatto con lui e sua moglie".

Era l’unica volta che tornavate nella casa del delitto?

"Ci andiamo sempre meno, la vediamo sempre più lontana nonostante per Natalia quella era la sua casa adorata".

Le venderete?

"Al momento no, vedremo in futuro. Ma il dolore che rievoca è enorme".

I rapporti tra voi e Ferrari erano già tesi da tempo, non è vero?

"Esatto. Lui si è sempre divertito nel cacciare di frodo e pasturava mais per cinghiali accanto alla nostra abitazione, tagliava la rete divisoria e commetteva altre scorrettezze. Mia moglie sistemava sempre tutto ma non ne poteva più delle continue discussioni con lui. E siamo finiti in causa".

Ha mai parlato con la moglie di Ferrari?

"In tutti questi anni l’avrò vista due volte. Sia chiaro: se loro cercano un dialogo a noi non interessa assolutamente".

Sarà fatta giustizia per Natalia?

"Io ci credo perché lo merita. Siamo stati insieme 60 anni, eravamo tutto, eravamo il bello, eravamo l’uno per l’altra, eravamo l’amore. Oggi non è più vita, oggi è il nulla totale. Mi manca ogni cosa di noi, e se resto ancora in piedi è solo per l’amore che ho per nostro figlio".

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