Il ponte di  Sasso Marconi
Il ponte di Sasso Marconi
Oltre sei milioni di euro di spesa prevista e il progetto esecutivo pronto alla fine dell’anno, così da poter procedere all’affidamento dei lavori all’inizio del 2022. Così il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini ha risposto ieri mattina all’interrogazione con la quale il deputato Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia) ha posto al governo il tema della chiusura del ponte Leonardo da Vinci di Sasso Marconi. Una situazione sulla quale il mondo politico-amministrativo è andato in fibrillazione per l’ondata di proteste che ogni giorno si riversano...

Oltre sei milioni di euro di spesa prevista e il progetto esecutivo pronto alla fine dell’anno, così da poter procedere all’affidamento dei lavori all’inizio del 2022. Così il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini ha risposto ieri mattina all’interrogazione con la quale il deputato Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia) ha posto al governo il tema della chiusura del ponte Leonardo da Vinci di Sasso Marconi. Una situazione sulla quale il mondo politico-amministrativo è andato in fibrillazione per l’ondata di proteste che ogni giorno si riversano sugli enti che portano la responsabilità dell’approdo ad una chiusura che, secondo l’assessore regionale Corsini, potrebbe durare tre anni.

"Sono notizie molto preoccupanti – commentano a caldo lo stesso Bignami e la consigliera metropolitana Marta Evangelisti –. Si parla di un anno solamente per la redazione del progetto esecutivo mentre le risposte di Regione, Comune di Sasso e Città metropolitana si dimostrano prive di concretezza". Così, mentre i parlamentari del Pd Benamati e De Maria definiscono intollerabile la prospettiva di una chiusura prolungata per tre anni e si rivolgono allo stesso ministro Giovannini chiedendo se intenda proclamare lo stato di emergenza con misure di ristoro per il territorio interessato, la lista civica Dimmi ieri ha formalizzato la proposta di ordine del giorno con la quale il consiglio comunale di Sasso e quelli delle vallate del Reno e del Setta dovrebbero richiedere lo stato di emergenza.

Una richiesta di misure straordinarie anche quella marchiata Fratelli d’Italia: "Oggi chiediamo quindi l’adozione di misure urgenti che bypassino i tempi della politica e della burocrazia. Nell’immediato chiediamo anche soluzioni al Comune di Sasso Marconi come una diversa regolamentazione dei semafori all’interno del centro abitato. Nel lungo periodo invece, chiediamo una revisione di tutto il piano infrastrutturale della provincia e quindi un ripensamento di quelle che sono state le loro scelte rispetto le nostre proposte, quindi Passante Sud e Bretella Reno-Setta che, se fosse stata messa in cantiere 15 anni fa come richiesto, oggi avrebbe ovviato questo problema", sostengono Evangelisti e Bignami.

Accusano di inerzia colpevole la Città metropolitana e invitano i cittadini a chiedere conto direttamente via telefono o email ai responsabili di Palazzo Malvezzi, gli esponenti del gruppo di cittadini che due anni fa raccolse oltre 600 firme con la segnalazione dello stato di pericolo del ponte: "Il gravissimo stato di ammaloramento del ponte, e soprattutto della pila 15, era chiaramente evidente dal 10 dicembre 2019, quando la Città metropolitana fece il rilievo coi droni dal quale emerse già chiaramente lo stato di grave degrado. Il ponte andava chiuso l’11 dicembre del 2019".

Gabriele Mignardi