Il mondo di Zvyagintsev. Il regista insegna cinema

In esilio dalla Russia, seguirà gli allievi alla International Filmmaking Academy

Il mondo di Zvyagintsev. Il regista insegna cinema

Il mondo di Zvyagintsev. Il regista insegna cinema

Andrey Zvyagintsev è arrivato in città solo lunedì sera e ieri era già pronto a conoscere quei filmaker che ogni anno, da 11 edizioni, arrivano per le due settimane serrate all’Ifa, International Filmmaking Academy, all’ombra delle Due Torri. Per lui, regista russo che da tempo ha lasciato la sua patria (al suo debutto con ’Il ritorno’ nel 2003 vinse il Leone d’Oro perché Mario Monicelli presidente di giuria si innamorò del suo film e lo preferì a ’Buongiorno notte’ di Marco Bellocchio), questa chiamata all’insegnamento cinematografico "è una boccata d’aria per la mia vita dopo eventi molto importanti che hanno coinvolto la mia salute". E presto tornerà anche sul set da cui manca dal 2017: nessuna anticipazione, perché altre volte l’annuncio di titoli non gli ha portato bene ma rivela che non girerà Jupiter, come scritto da molti. L’avevamo lasciato con Loveless, premio della giuria a Cannes, un dramma familiare che si fa denuncia di un’intera società sull’orlo del baratro, e lo ritroviamo anche a presentare il suo film a Bologna il 5 luglio al Mast, anticipato il giorno prima dalla presentazione del ’Leviathan’ (miglior sceneggiatura a Cannes) in piazza Maggiore.

Zvyagintsev, 60 anni, originario di Novosibirsk, ha lasciato il suo Paese nel 2022, sia per ragioni di salute ma anche per opposizione al governo russo e all’invasione dell’Ucraina e attualmente vive in Francia. I suoi film non sono che lo specchio del mondo, narrato senza sconti. "Quello che osserviamo – afferma – è che il mondo sta impazzendo, l’assetto sta cambiando ci sentiamo smarriti e questo non riguarda solo la guerra tra Russia e Ucraina ma anche altri punti caldi nel mondo. Contemporaneamente osserviamo la rivalutazione dei valori di una volta, perché non è facile accettare ciò che sta succedendo".

Lo scorso anno la masterclass di Filmmaking era stata curata da Ruben Östlund, regista svedese con due vittorie a Cannes (una per The Square, satira grottesca sul mondo dell’arte da cui è tratta un’installazione artistica che arriverà a settembre al Museo del Cinema di Torino) che ha accettato di diventare presidente onorario di Ifa ed è tornato a Bologna per il lancio del nuovo corso, ma anche per guardare un po’ di film al Cinema Ritrovato. Se il suo motto per formare i registi era "siate selvaggi e intuitivi", quale sarà quello di Andrey Zvyagintsev? Il suo sguardo registico gelido, per film a combustione lenta, chissà come si applicherà alla nostra fortunata città e ai suoi giovani allievi che realizzeranno sotto la sua guida 7 cortometraggi.

Intanto al Cinema Ritrovato si continuano a mostrare film di Sergej Paradžanov salvati dalla Cineteca ucraina con una collaborazione internazionale.

Benedetta Cucci