ANDREA ZANCHI
Cronaca

Bologna Fc, il supertifoso Casini: "L’Europa? Siamo noi"

Il senatore: "Tutta la città deve correre come fanno i ragazzi di Thiago Motta". E poi: "Qui si vive bene, è trendy condividere la nostra bolognesità"

Bologna, 16 febbraio 2024 – C’è una città che in queste settimane è sulla bocca di tutti, in Italia e in Europa, grazie a uno strano mix che tiene insieme la ‘costruzione dal basso’ e i limiti di velocità ai 30 chilometri all’ora; una torre quasi millenaria che rischia di crollare e ben altri tipi di torri, quelle delle sue due squadre di pallacanestro; una delle mostre sull’arte contemporanea più ricercate del continente e un omaggio al re del rock demenziale scomparso dieci anni fa esatti. Questa città si chiama Bologna

Il Bologna fa innamorare tutti: da Cremonini a Morandi, la passione dei vip infiamma i social

Il Bologna fa impazzire tutti, da Morandi a Cremonini. Il super tifoso Casini: "L'Europa siamo noi"
Il Bologna fa impazzire tutti, da Morandi a Cremonini. Il super tifoso Casini: "L'Europa siamo noi"

"È vero: a livello sportivo stiamo vivendo una stagione quasi irripetibile. E in generale Bologna è tornata a essere una città di tendenza. Nel senso che quando se ne parla c’è un interesse che non vedevo fino a qualche anno fa". Parole e musica del senatore Pier Ferdinando Casini, ambasciatore doc della bolognesità in molte delle sue sfaccettature, a partire da quelle politiche e sportive.

Casini, con un Bologna che viaggia a ritmi da Champions la città vive un’euforia che non si vedeva da anni.

"E non solo grazie ai rossoblù. Da tifoso mi divido tra le gioie per il Bologna e quelle per la Virtus, che sta facendo benissimo in campionato ed Eurolega, nonostante la sconfitta di ieri sera in Coppa Italia. E in più c’è anche la Fortitudo che è in vetta nel suo campionato. Soprattutto per quanto riguarda il calcio, ci sembrava di non poter rivivere mai più una stagione come questa. Poi, intendiamoci: godiamoci il momento, ma piedi per terra. Forse ci sono squadre più forti della nostra, però possiamo sognare".

Bologna sembra essere tornata al centro dell’Europa, e non solo grazie allo sport. È così?

"Confermo. La gente ritiene che si viva bene, e le statistiche lo confermano; che sia trendy condividere la bolognesità, come fanno suoi social e non solo i cantanti bolognesi; che ci siano eventi di respiro davvero internazionale, come ha dimostrato Arte Fiera. E anche un provvedimento divisivo come quello della Città 30 alla fine ha contribuito a far parlare di noi nel mondo. Fa tutto parte di questa luce particolare che c’è sulla città. E non dimentichiamoci di quello che fa il cardinale Zuppi, che ci mette una sua benedizione speciale, che di certo non ci dispiace, per Bologna e per tutti i bolognesi".

Ma qualche difetto ci sarà rimasto, o no?

"Ma certo: Bologna non è un’isola felice né un paradiso terrestre. Ci sono problemi grossi sul traffico, sul costo della vita, sulla criminalità..."

Come fare per non disperdere questo momento magico e per sistemare quello che non va?

" Fare ciascuno il proprio dovere. Continuare a correre come fanno i rossoblù in campo. E, come ha insegnato Motta, non avere paura di partire dal basso nella costruzione del nostro gioco: può sembrare una melina che fa venire i brividi, ma in fondo con la calma, la pazienza e la corsa si arriva dove gli altri non riescono ad arrivare".

Questo sembra un messaggio più politico che calcistico.

"Osservo solo una cosa: i litigi della politica rischiano di essere molto autoreferenziali. Bologna va avanti lo stesso da sola, e va da un’altra parte".

Domenica il Bologna riprende la corsa per l’Europa in casa della Lazio. Sarà allo stadio?

"Sarà un derby in famiglia con mio figlio, che è un aquilotto laziale".