Immigrazione clandestina tra Italia e Ghana, conferenza stampa a Bologna
Immigrazione clandestina tra Italia e Ghana, conferenza stampa a Bologna

Bologna, 1 luglio 2020 - Sgominata dalla Polizia di Stato una organizzazione dedita all’immigrazione clandestina. La squadra Mobile della Questura di Bologna, insieme al personale dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Bologna, ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia emessa dal gip presso il locale Tribunale nei confronti di tre cittadini ghanesi indagati per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso documentale (reati aggravati dalla transnazionalità).


L’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, facente capo ad un Funzionario governativo presso l’Ufficio Immigrazione del Ghana, il quale organizzava, promuoveva e dirigeva nei minimi particolari il viaggio di clandestini via aereo verso l’Italia, e da qui verso l’estero, fornendo loro documenti per l’espatrio falsificati e ricevendo in cambio denaro.
I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti nelle città di Modena e Acerra – ove risiedevano i diretti collaboratori del capo dell’organizzazione.

L'indagine

L’input investigativo parte dall’arresto, in data 30 luglio 2019, ad opera dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Aeroporto “G. Marconi” di Bologna, di una cittadina ghanese perché, in occasione dei controlli in ingresso dei passeggeri di un volo proveniente da Casablanca (Marocco), si presentava con due minori al seguito, asseritamente sue figlie, le quali, da un approfondito controllo sui documenti, risultavano viaggiare sotto falso nome e con documenti contraffatti.

Ne è poi seguita un’articolata attività di indagine, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, che ha evidenziato come la donna fosse ben inserita in un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina facente capo al Funzionario dell’Immigrazione ghanese. Identificati gli altri due appartenenti al gruppo criminale che dall’Italia avevano il compito di supporto alle donne che clandestinamente facevano ingresso in
territorio nazionale.

Da 2mila a 7mila euro per il viaggio

La predisposizione dei documenti falsi, l’organizzazione e la direzione del tragitto dal Ghana fino in Italia, avevano un costo medio che varia dai 2000 ai 7000 euro per ciascun viaggiatore, a seconda del tipo di documento e dei “servizi supplementari” forniti dall’associazione criminale. Durante il corso dell’attività tecnica si è avuto modo di raccogliere prova dell’ingresso illegale nel territorio dello Stato - utilizzando servizi internazionali di trasporto e documenti contraffatti o alterati - di innumerevoli viaggiatori clandestini (oltre 5), gestito, organizzato e diretto dai componenti dell’organizzazione, ciascuno secondo la propria parte.

Gli arrestati

Isaac Sawson si occupava di dirigere nei minimi particolari i viaggi dei clandestini di origini ghanesi e nigeriane dall’Italia verso altri Paesi Schengen, fornendo loro documenti validi per l’espatrio falsificati, dietro compenso. Wisdom Kwabena Nti costituiva il contatto tra il capo dell’organizzazione ed i
connazionali interessati all’ingresso nel territorio nazionale di un proprio familiare. Dai contenuti delle conversazioni captate è stato altresì possibile quantificare il ritorno economico dell’organizzazione del viaggio.

Due le direttrici seguite dalla banda

Due erano le direttrici seguite dall’organizzazione, che dopo aver fatto entrare i clandestini tramite scali aerei di Bologna, Milano Malpensa e Torino, o li indirizzavano direttamente verso Paesi del Nord Europa, in particolare la Germania, oppure se era necessario aspettare un corriere che venisse a prelevarle, venivano dirottate in Campania ove venivano prese in custodia da uno dei componenti dell’organizzazione.

I provvedimenti in Italia sono stati eseguiti a Modena ed ad Acerra ove dimorano gli altri due appartenenti al gruppo criminale. Nel corso, invece, delle perquisizioni domiciliari effettuate a carico dei due arrestati presenti sul territorio italiano sono state rinvenute cose pertinenti ai fatti in contestazione, debitamente sequestrate. In particolare sono stati trovati alcuni apparati telefonici, un passaporto ghanese rilasciato ad una connazionale, varia documentazione e tessere sanitarie di cittadini nigeriani, un attestato di nascita di un cittadino ghanese ed alcuni adesivi / ologrammi con il logo della Repubblica italiana.