Inchiesta sociale sui costi della città

Il questionario di Cgil, Piazza Grande, Arci: "Una fotografia delle esigenze di tutti gli abitanti"

Inchiesta sociale sui costi della città

Inchiesta sociale sui costi della città

Una inchiesta sociale per indagare sui costi della città, coinvolgendo abitanti, lavoratori, studenti e pensionati. Cgil, insieme a Piazza Grande e ad Arci, lancia sulla sua piattaforma un questionario per fotografare lo stato economico e sociale di Bologna, restituendo una mappatura delle esigenze e delle fragilità dei cittadini. L’obiettivo è "il loro coinvolgimento per costruire un punto di vista autonomo e indipendente sulle grandi trasformazioni della nostra città – commenta Michele Bulgarelli, segretario generale Cgil –, che rischiano di convertire le fragilità sociali in fratture. Non possiamo stare fermi a guardare".

Tramite le risposte al questionario si creerà una visione collettiva e una voce consapevole. "Porteremo l’inchiesta all’interno dei nostri circoli – dice Rossella Vigneri, presidente Arci –, sempre più frequentati e partecipati da tante persone e famiglie che fanno fatica ad accedere anche al mondo della cultura. Vengono nei nostri spazi perché i prezzi sono popolari. Da questi dati si potrà costruire una mobilitazione su tanti temi, coinvolgendo anche i migranti: possiamo dare voce e rappresentanza alle loro istanze". Il questionario intercetta i bisogni anche di chi "spesso non viene visto ed è emarginato, come le persone senza fissa dimora – racconta la presidente Ilaria Avoni –, che sono sempre cittadini. Ma l’emergenza abitativa ora è preoccupante per tante persone, non solo per chi una casa non ce l’ha. È un tema trasversale".

Al fianco dell’indagine della Cgil, gli studenti universitari, perché "Bologna è diventata un privilegio che gli studenti non si possono permettere". Gli universitari si sentono "dati per scontati – ribadisce Carlo Nadotti della Rete degli Universitari Udu –. Vogliamo ribaltare il luogo comune dello studente fannullone e fotografare la vita vera degli universitari. La casa è un’emergenza e spesso siamo costretti a lavorare per continuare a studiare. L’università è un privilegio di pochi: a dimostrarlo sono le immatricolazioni che continuano a calare. Serve un welfare integrato per tutti". Ad arricchire la posizione degli studenti, Marianna Scarinci di Link Studenti Indipendenti. "Abbiamo bisogno di costruire una risposta collettiva che parta dal basso, per questo è importante che si coinvolga la componente studentesca, che vive il problema abitativo sempre più grave – chiarisce –. Gli studenti hanno il diritto di venire a studiare e questo non può essere negato". I temi su cui battersi sono tanti, per questo "Cgil si è dotata di una piattaforma rivendicativa e contrattuale per promuovere nelle aziende, nel territorio accordi che redistribuiscano ricchezza lì dove si produce – conclude Bulgarelli" –, rinnovando i contratti esistenti e aumentando i salari".

Mariateresa Mastromarino