Il maresciallo dei carabinieri Massimo Piras (foto Schicchi)

Bologna, 10 agosto 2018 - «Ho visto l’esplosione davanti ai miei occhi. Sembrava Armageddon. Ho tentato di correre per ripararmi da qualche parte, ma non è bastato. Sentivo le fiamme dietro di me». Massimo Piras, di Macomer (Nuoro), maresciallo maggiore dei carabinieri, comandante del radiomobile della compagnia di Bologna Borgo Panigale, in 17 anni di servizio sotto le Due Torri di auto o camion incendiati ne ha visti tanti, ma mai come lesplosione (FOTO) della cisterna che lunedì ha sconvolto il quartiere di Borgo Panigale, a Bologna, e fatto crollare un tratto di A14.

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«Mai avrei immaginato di potermi trovare in una situazione del genere», commenta Piras, ricoverato all’ospedale Bellaria di Bologna.

Comandante Piras, cosa ha visto quando siete arrivati?

«Rientravamo in caserma perché eravamo su un’auto di copertura per un altro servizio. Praticamente da via Marco Emilio Lepido abbiamo visto questa nube di fuoco e fumo altissima, almeno due-trecento metri».

Droni a caccia della verità

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E cosa avete fatto?

«Abbiamo capito che non era una macchina a essere andata a fuoco, così come un camion. Ho chiamato il 112 e poi ci siamo subito attivati per far allontanare le persone, che erano almeno una quarantina, e bloccare il traffico».

Avete capito subito che si trattava di qualcosa di molto pericoloso?

«Sì, perché di auto e camion in fiamme ne ho visti e non fanno quel tipo di fumo. Inoltre si era capito che ci sarebbero stati danni all’autostrada perché si vedeva l’asfalto o qualche altra cosa che bruciava colare giù nel parcheggio della concessionaria Peugeot».

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Esplosione in autostrada, tutti i video

Il peggio, però, doveva ancora venire.

«Mentre eravamo in strada sentivamo piccole esplosioni ogni 50 secondi e pensavamo fossero le auto. Nessuno si aspettava un’esplosione come quella che poi è avvenuta».

Dov’era in quel momento?

«Io ero girato verso l’incendio. Ho visto l’esplosione davanti ai miei occhi».

Cosa ha pensato quando c’è stato lo scoppio?

«Il boato è stato un qualcosa di esagerato. Sembrava di essere in Armageddon».

ANSA

Come ha reagito?

«Istintivamente ho alzato il braccio sinistro per proteggermi la faccia. È stata una mossa di una frazione di secondi, ma la fiammata mi ha praticamente bruciato tutto il braccio e mi sono messo a correre».

Poi?

«Ho visto le fiamme dietro di me, come inseguirmi. Quei secondi interminabili sono sembrati durare tantissimo».

Cosa si prova in un momento così?

«Il calore che sentivo dietro la schiena era insopportabile, sentivo gli occhi che uscivano dalle orbite, un dolore del genere non si sente in nessuna altra occasione. Per un attimo ho pensato al peggio».

I danni ammontano a 10 milioni, il nodo dei risarcimenti

Che ferite ha riportato?

«Ustioni di secondo grado su varie parti del corpo, come la mano, il collo e la testa, e una di terzo grado al gomito sinistro».

Con che spirito tornerà a lavorare?

«Appena guarirò tornerò a lavorare e tornerò con lo stesso spirito di prima. Se dovesse capitare di nuovo una cosa del genere saprò come comportarmi. Prendiamo questo episodio come un’esperienza di vita».

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