In 800 alla cena di Borgo Panigale (foto Schicchi)
In 800 alla cena di Borgo Panigale (foto Schicchi)

Bologna, 21 settembre 2018 - Il Quartiere rialza la testa. Lo fa lasciandosi alle spalle le lingue di fuoco alte fino al cielo e il boato della tangenziale. E ieri sera lo fatto ancora, con una  cena di strada organizzata dal quartiere  Borgo Panigale-Reno e dal Comune, in omaggio ai soccorritori e in ricordo delle due vittime (VIDEO).

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“Le uniche che non saranno mai dimenticate – ha detto il Sindaco, un commosso Virginio Merola -. Soprattutto vogliamo ricordare una città che ha saputo reagire e darsi da fare, dimostrando tutta la sua forza e tutta la sua unità, con quella 'spontaneità organizzata', che ancora oggi ci rammenta la nostra Medaglia d'oro al Valor Civile”.

 

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Il punto sui risarcimenti


Crescentine e mortadella, lasagne, frittata o arrosto e torta di riso con gelato, questo il ricco menù della serata di ieri. Ma fra una portata e l'altra torna a far capolino l'annosa questione dei risarcimenti da parte della compagnia assicurativa dell'autocisterna, una cui delegazione era presente anche alla cena di strada.

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Al momento Allianz ha liquidato 238 persone, delle 615 che hanno subito danni lo scorso agosto. “E' il nostro mestiere, siamo qui apposta per questo tipo di problemi – ha detto il direttore sinistri della compagnia Gennaro Della Valle -, stiamo cercando di far ripartire le attività commerciali e garantire un aiuto a chi è rimasto ferito. E' soprattutto grazie al gioco di squadra che il Quartiere si sta rialzando, per questo dobbiamo continuare a lavorare insieme”.

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“Il grande abbraccio di Bologna a un pezzo della sua città è arrivato – ha commentato Vincenzo Naldi, presidente del quartiere Borgo-Reno -, questa sera abbiamo raccolto 7.500 euro, che doneremo alla scuole della zona, fatta di gente straordinaria, una comunità che subito dopo il 6 agosto si è messa in marcia per superare un trauma”. Anche per l'arcivescovo Matteo Zuppi, arrivato puntuale per il dolce, “il futuro va costruito insieme, come una vera comunità, perché da soli non ci si salva”. Gabriele Tassi