Incontro con Giuseppe Fiorello La sua Sicilia in ’Stranizza d’amuri’

Incontro con Giuseppe Fiorello  La sua Sicilia in ’Stranizza d’amuri’

Incontro con Giuseppe Fiorello La sua Sicilia in ’Stranizza d’amuri’

È il suo primo lungometraggio ’Stranizza d’amuri’ ed è anche un insieme di dediche a cose, persone e situazioni che gli stanno a cuore. Giuseppe Fiorello sarà questa sera alle 21,45 all’Arena Puccini per presentare il suo debutto cinematografico (Nastro d’argento quest’anno per il miglior regista esordiente) con la scelta di location speciali, riassumibili nella sua Sicilia tra Marzamemi, Ferla, Buscemi, Priolo Gargallo, Pachino. Il titolo, invece, è un omaggio a Franco Battiato, la cui musica è sempre stata colonna sonora dello stesso regista che ha scelto il pezzo con titolo omonimo e poi ’Cucurrucucù’. La storia, invece, racconta dell’incontro tra due ragazzi, nel 1982, quando tutta l’Italia è presa dai mondiali di calcio in Spagna. Gianni, un diciassettenne gay, bullizzato dai suoi coetanei e sostenuto unicamente dalla madre Lina, vede cambiare la sua vita quando, per un casuale incidente in motorino, incontra il sedicenne Nino. Tra di loro nasce una grande amicizia, che si trasformerà in un sentimento che i ragazzi saranno costretti a mantenere segreto, a causa del forte pregiudizio tipico dell’epoca e del luogo teatro delle loro esistenze. C’è quindi una grande dedica alla sua terra nel film, e anche un richiamo sentimentale che, chissà, prima o poi seguirà. "Mi sono già scritto un film da vecchio e penso spesso a cosa vorrò fare e ogni tanto mi passa per la testa: ma tornerò in Sicilia? – commentò all’uscita del film –. Tornerò lì, finirò lì, concluderò lì? C’è qualcosa che mi attrae all’idea di dover tornare in Sicilia". Legato al film anche l’omaggio a Battiato che Fiorello ebbe la fortuna di incontrare una mattina per caso sulla spiaggia, ospite di amici a Donnalucata. Nell’avvistarlo presto la mattina, e indeciso su come chiamarlo – maestro? Franco?- fu proprio Battiato a toglierlo dall’impaccio, perché lo riconobbe e lo invitò a prendere un caffè.

b. c.