Ivo Galletti, assieme a un gruppo di sfogline in un’edizione del 'Matterello d'oro'
Ivo Galletti, assieme a un gruppo di sfogline in un’edizione del 'Matterello d'oro'

Bologna, 6 agosto 2020 - E' morto il cavaliere del Lavoro Ivo Galletti, fondatore dell'Alcisa salumi di Zola Predosa, il colosso degli insaccati leader per la mortadella di Bologna. Aveva compito 100 anni lo scorso marzo, si è spento dopo alcuni mesi di malattia. Lutto anche nel Modenese: era originario di Piumazzo di Castelfranco Emilia (Modena). Il cavaliere è stato anche uno dei fondatori della festa del Tortellino di Castelfranco che si celebra ogni anno in settembre.

Una storia fatta di semplicità e passioni forti 

 

Ivo Galletti creò L'Alcisa dal nulla col fratello e un socio a guerra finita con l’Italia da ricostrure sulle macerie, fu per decenni la sua casa, la sua creatura, l’impegno di una vita da uomo e da imprenditore. Ivo Galletti, classe 1920, una delle figure storiche dell’ agroalimentare d’Emilia aveva compiuto 100 anni lo scorso 16 marzo. Vendette l’Alcisa nel 2011. Nacque a Piumazzo di Castelfranco Emilia e cominciò a lavorare a 16 anni nel salumificio Ulisse Colombini fuori Porta Santo Stefano, fra i lampi della guerra civile che insanguinava Bologna e dintorni.

Anni duri da operaio, da garzone, con l’occhio attento ad imparare il mestiere. Poche parole, molta energia, non perdeva un battito di ciglia di ciò che si faceva là dentro. La stoffa c’era, nessun dubbio. Nel segno della mortadella e del ristorante Diana, simboli di Bologna come San Petronio e lo stadio Dall’Ara, ha costruito un impero allargandolo poi alla ristorazione, al turismo, agli immobili. Fu grande amico di Giorgio Guazzaloca, il macellaio divenuto sindaco, per affinità professionali e personali. 

La sua generosità è nota. A Piumazzo, il paese natale, ha ristrutturato l’asilo parrocchiale e negli anni non si è mai tirato indietro. Alla Festa del Tortellino di Castelfranco quando dirigeva l’Alcisa non mancava mai una mortadella da cento chili. Le sue donazioni sono state decine, basti pensare alla Fondazione che Galletti ha dedicato al fratello Gino, scomparso nel 1993, per lo studio dell’Alzheimer e del morbo di Parkinson. Fu anche insignito  del Nettuno d’oro dal Comune di Bologna nel 2001.