Kasey Lansdale l’italiana "I due volti di Bologna"

La cantante e scrittrice, figlia di Joe, stasera al Convento Santa Margherita

Kasey Lansdale l’italiana  "I due volti di Bologna"

Kasey Lansdale l’italiana "I due volti di Bologna"

‘Non aprite quella morta’ è il primo libro che Kasey Lansdale ha scritto col padre Joe R. nel 2018. Ed è il titolo uscito da qualche mese per Einaudi, che la scrittrice e cantautrice americana classe 1986, verrà a presentare questa sera alle 19 al convento Santa Margherita, in conversazione con Seba Pezzani, storico traduttore del padre. Ma non è la prima volta che la creatrice della detective Jana, sempre in coppia con Dana Roberts (detective del ‘sovranormale’), uscita invece dalla penna del celebre padre, fa visita alla nostra città. In Italia da due mesi con residenza a Torino, per varie presentazioni, rivela che il nostro Paese è parte della vita dei Lansdale da 20 anni.

Una vera conoscitrice dell’Italia Miss Lansdale.

"Abbastanza, mio padre ci venne per la prima volta per un festival e diventammo amici del traduttore Pezzani e siamo tornati varie volte per lavorare con lui, io anche per fare concerti".

Bologna significa qualcosa nella sua geografia?

"Una bellissima città con cibo fantastico, la cultura universitaria e quello stile antico che si mescolano. Ci sono stata almeno sei volte e ho un giallo mindset su Bologna, una conformazione mentale di questo tipo, data da letture che ho fatto di John Grisham in The Broker e dei romanzi di Carlo Lucarelli. Al tramonto diventa una città misteriosa e di giorno assume tutta un’altra personalità".

Lei non ha sofferto la grandezza di un padre famoso: voi siete ’partner in crime’ nella letteratura.

"C’è da dire che il rapporto padre-figlia è diverso da quello padre-figlio, poi io sono una cantante che scrive e non una scrittrice che canta, ho un approccio diverso".

Chi è Jana, la sua detective?

"È il personaggio che ho creato e che si è inserito nella storia con mio padre. All’inizio ci chiesero di scrivere qualcosa insieme, lui non aveva tempo e allora iniziai la storia e gli mandai tre pagine per email, lui me ne rispedì tre e pensai ‘ok è dentro al progetto’. Jana sono io ed è il riflesso di quella che potrei essere io nelle situazioni in cui si trova. Ecco, magari più coraggiosa. Inoltre è l’opposto di Dana che è sempre molto tesa: è buffa Jana, loro due sono come Sherlock e Watson".

Che ne pensa del titolo italiano che fa il verso al titolo del Texas Chainsaw Massacre, ‘Non aprite quella morta’?

"Non sapevo, credo che se può far gioco alla promozione vada bene. È comunque una particolare coincidenza, chi come noi è del Texas conosce bene quella serie che è parte della conversazione di ogni texano".

Benedetta Cucci