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3 mag 2022

La Bbs accelera ancora Allievi occupati in 6 mesi

La Bologna Business School cresce: la produzione aumenta del 31,2%. Bergami: "Per l’Emilia-Romagna competere nel mondo è fondamentale"

Massimo Bergami, 57 anni, ’dean’ della Bologna Business School
Massimo Bergami, 57 anni, ’dean’ della Bologna Business School
Massimo Bergami, 57 anni, ’dean’ della Bologna Business School

Bologna Business School, la scuola di alta formazione manageriale dell’Università di Bologna, ha approvato con l’assemblea dei soci del 29 aprile i dati di bilancio 2021: spicca un rialzo significativo del valore della produzione, ora a 15,5 milioni di euro (+31,2% rispetto al 2020), e dell’Ebitda, a 1,3 milioni (+29,1%). Risultati arrivati grazie a "un aumento degli iscritti ai corsi executive e allo sviluppo dei percorsi accademici personalizzati per le imprese", segnalano dalla School.

Se, da un lato, si è consolidata l’offerta di corsi brevi e master – executive e part-time, universitari e full-time – un notevole sviluppo ha riguardato i customised program, programmi costruiti su misura dei bisogni e grazie agli investimenti delle imprese.

Nonostante la complessa situazione economico-sociale, si conferma, quindi, l’efficacia dei programmi di formazione manageriale di Bologna Business School, scelti da giovani laureati, manager e imprese, per investire sulle competenze e affrontare le nuove sfide: dalla gestione della transizione ecologica all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, dalla gestione di mercati internazionali complessi alle nuove dinamiche sul mercato del lavoro.

La conferma arriva dai dati 2021 della scuola che ha sede a Villa Guastavillani: il 95% degli studenti ha trovato una collocazione lavorativa entro sei mesi dalla fine del percorso di studi, grazie alla collaborazione con "un fitto network di imprese nazionali e internazionali".

In crescita è risultata anche la propensione internazionale: nel 2021 sono stati il 42% gli studenti stranieri che hanno partecipato ai corsi offerti in inglese, mentre 27 sono stati i visiting professor provenienti da tutto il mondo (+69% rispetto al 2020).

Dopo l’assemblea dei soci di venerdì, che ha approvato una modifica dello statuto (per insediare la parità di genere negli organi del Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale e dello Student council) oltre che confermare alla presidenza della Bbs l’ex ministro Piero Gnudi, si è detto soddisfatto il dean della Bologna Business School Massimo Bergami: "Questi risultati, in un anno difficile e incerto, sono il frutto del lavoro di una grande squadra che include lo staff, i docenti, i direttori dei master, i dirigenti, gli alunni e i manager delle imprese con cui lavoriamo. Si tratta della chiara indicazione della strada su cui proseguire, insieme all’Università, a tutti i soci e alle istituzioni con cui abbiamo rapporti molto proficui. Per una regione leader nelle esportazioni come l’Emilia-Romagna, la capacità di competere nel mondo è un requisito irrinunciabile".

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