La città piange Carullo. L’ultimo saluto al prof: "Ci rivedremo lassù"

Monsignor Ottani: "La morte è una separazione provvisoria, non totale". La basilica gremita si è stretta intorno alla famiglia in un commosso abbraccio.

La città piange Carullo. L’ultimo saluto al prof: "Ci rivedremo lassù"

La città piange Carullo. L’ultimo saluto al prof: "Ci rivedremo lassù"

Musica, tanta musica di Mozart, e canti tra cui l’Ave Maria di Schubert hanno permeato ieri la basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano per l’ultimo saluto al professor Antonio Carullo.

Una chiesa piena all’inverosimile, densa di una commozione autentica a conferma di quanto fosse stimato, ammirato e benvoluto dai rappresentanti delle Istituzioni, dai professionisti colleghi, dagli amici che lo hanno circondato per una vita intera.

La moglie Annalisa che ha scelto le musiche, i figli Giuditta e Gherardo, i nipoti Ludovico e Lorenzo e i familiari attoniti e sconvolti da questa morte improvvisa, sono stati circondati da un affettuoso abbraccio corale.

La vera e profonda commozione di tutti i presenti ha rappresentato ciò che Antonio con la sua positività, correttezza, allegria ha saputo conquistarsi. Non per niente nel retro della foto ricordo, data dopo le esequie, la famiglia ha scritto: "Settantacinque anni di corsa".

Una frase che testimonia la sua grande ed entusiastica voglia di vivere e di condividere con i suoi tutte le esperienze. Commoventi e dolcissime le letture di una lettera dell’Apostolo San Paolo fatta dai nipoti Ludovico e Lorenzo, che avevano soprannominato il nonno matto, colui che per gli altri era l’esimio professore.

Monsignor Stefano Ottani, nella sua omelia, lo ha così ricordato: "Preghiamo Dio perché metta il nostro fratello Antonio nel libro della vita. E davanti alla domanda del perché di questo dolore, la risposta è nelle parole di Gesù alla sua ultima cena, ossia che la morte è una separazione provvisoria, non totale. Antonio ci è passato davanti, ha voluto precederci". Resta comunque la disperazione della moglie Annalisa che gli è sempre stata accanto nella sua voglia di vivere e di non perdere mai l’essenza degli avvenimenti, e dei figli che, nel ricordo commovente del papà, ne hanno sottolineato l’ironia e l’intelligenza, ma soprattutto la forza, il sostegno insostituibile che hanno ricevuto.

Tra i presenti anche molte generazioni di ex-studenti, oggi affermati professionisti, che devono a lui insegnamenti e consigli preziosi. E anche: Pier Ferdinando Casini, Paolo e Giovanni Salizzoni, Giorgio Cantelli Forti, Matteo Tamburini, Giorgio Forni, Vittoria Cappelli, Cecilia Matteucci, Ilaria Battistini, Tiziana Sassoli.

Nicoletta Barberini Mengoli