La lezione di Wim Wenders "A ogni film ricomincio da capo"

Il Maestro al Cinema Ritrovato: "Il Cielo sopra Berlino è stato un ritorno a casa". Gli incontri di oggi

La lezione di Wim Wenders  "A ogni film ricomincio da capo"

La lezione di Wim Wenders "A ogni film ricomincio da capo"

In questi giorni la città è un infinito tappeto rosso, che si srotola con l’incedere di una nuova celebrity con tappa obbligata: un festival del cinema sotto le Due Torri. Ieri è stata la volta di Wim Wenders, che nella sua carriera ha anticipato moltissimi temi del contemporaneo e continuamente mescolato fiction e documentario, come racconta nell’ambito del Cinema Ritrovato. Nonostante 50 anni di carriera si è definito "sempre un principiante". Difficile da credere, ma lui ammette: "Ad ogni film devo ricominciare da capo a capire come usare il linguaggio del cinema". E porta l’esempio dei due lavori presentati a Cannes, ’Anselm’, documentario in 3d e ’Perfect Days’, film in concorso con l’attore Koji Yakusho, premiato. Alla kermesse bolognese, Wenders è arrivato per presentare ieri il restauro in 4k della sua intervista-testamento a Nicholas Ray ’Nick’s Film-Lampi sull’acqua’ e per annunciare con CG Entertainment, la distribuzione per l’Italia della prestigiosa library dei film di Wim Wenders sul grande schermo, in edizioni home video e in streaming dall’11 luglio.

La prossima tappa sarà ’Il cielo sopra Berlino’ del 1987 in Cineteca ad ottobre: per Wenders è un film fondamentale, perché segna il ritorno alla sua terra, la Germania, e regala al pubblico quello sguardo totalmente poetico e la capacità di un’elaborazione rara del reale, che non ha mai più abbandonato. "Per me ‘Il cielo sopra Berlino’- racconta- è stato proprio il ritorno a casa, perché dopo otto anni negli Stati Uniti e l’ultimo film ’Paris Texas’, ho sentito il richiamo della mia patria". E prosegue: "Negli Usa avevo imparato ad essere tedesco in modo diverso e a tornare su quelle tematiche che avevo rigettato, però a forza di vivere là avevo iniziato a sognare in inglese, quindi mi sono dovuto preparare per il ritorno anche riavvicinandomi alla mia lingua madre, così ogni sera ho iniziato a leggere una poesia di Rilke e forse da lì è arrivata la prima idea del Cielo sopra Berlino, ovvero quella degli angeli, che popolano le poesie di questo grande poeta tedesco".

Wim Wenders parla anche del film restaurato, ’Nick’s Film’, "il mio primo vero lungometraggio documentario, una sorta di pietra miliare perché unisce questi due formati", ha ricordato il suo primo cortometraggio in 3D e il primo italiano in assoluto ’Il volo’, realizzato proprio con una società bolognese e infine ha fantasticamente tradito quella essenzialità mostrata anche attraverso il suo look molto giapponese (probabilmente Yamamoto), raccontando un aneddoto che riguarda Fellini, che ha conosciuto negli ultimi anni di vita del maestro riminese: "Con lui condividevo e condivido una cosa – ha detto- la capacità di macchiarci la camicia ogni volta che mangiamo qualcosa. Ieri qui a Bologna ho mangiato due gelati, e per due volte ho dovuto cambiare la camicia". Oggi alle 20 al Cinema Europa, ancora un’occasione per ascoltarlo mentre presenta ’Bersagli’ (’Targets’) di Peter Bogdanovich.

Benedetta Cucci