DI NICOLETTA
Cronaca

La maiolica bolognese di Finck, dall'esperimentazione alla chiusura definitiva nel 1817

La manifattura di maiolica di Giuseppe Finck e Antonio Rolandi a Bologna, iniziata nel 1766, ha prodotto pezzi con decori all'orientale, alla rama e a paesi verdi, diventando un punto di riferimento in tutta Europa. La produzione cessò nel 1817 dopo la morte di Finck.

di Nicoletta

Barberini Mengoli

Nel mondo della maiolica, come in tante realtà artistiche, momenti positivi si alternano ad altri meno fortunati. Le varianti che li determinano sono varie: il cambiamento di una moda, crisi di mercato nel settore, difficoltà di gestione della fabbrica o carenza di personale adeguato.

La settimana scorsa avevo parlato della manifattura di Colle Ameno del marchese Ghisilieri, che era stata venduta nel 1766 ai maiolicari Giuseppe Finck e Antonio Rolandi. Questi a loro volta avevano già avviato in via San Vitale, a Bologna, un’attività di ceramica che assorbirà poi quella di Colle Ameno. Nasce così un altro momento importante per la maiolica bolognese, del tutto diversa da quella precedente, perché Finck si avvalse di professionisti ceramisti provenienti da altre manifatture rilevanti, come quella di Antonibon a Nove di Bassano e di Cozzi a Venezia. Come oggi va di moda la fotografia, allora andava la maiolica, e quest’ultima era considerata un settore di grande sperimentazione, specie da parte dei nobili che lo sostenevano economicamente. Dopo il 1770 il forno, a circa 650º, produceva pezzi con forti toni cromatici, come il rosso, il verde e l’oro, ottenibili a questa temperatura. Di questi anni sono anche i decori all’orientale, o alla rama, costituito da fiori e rametti caratteristici delle porcellane giapponesi. Finck, nel 1775, esce dalla società con Rolandi ed apre una manifattura in via S Felice 12, a palazzo Ratta. Qui produrrà, assieme al fratello Leopoldo, i pezzi più preziosi: quelli con i decori a paesi verdi, alle penne e quello alla rosa, che sarà di gran moda in tutta Europa. Piatti per servizi da tavola, zuppiere, salsiere, teiere, tazze, tazze da puerpera, vasi e rinfrescatoi sono le forme più vendute nel negozio in San Mamolo. Pezzi non sempre marcati da ’F’ a ’F.7’ e altri.

La manifattura, tra alti e bassi di produzione dopo la morte di Finck nel 1789, chiuderà definitivamente nel 1817.