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20 lug 2022
20 lug 2022

La ‘Mungitura’ di Matta in prestito a Cervia

Lo strappo del capolavoro del maestro cileno, che vinse la prima edizione del Muro Dipinto, sarà esposto al Magazzino del Sale Torre

20 lug 2022
Il vicesindaco Giuseppe Moscatello assieme al personale della Fondazione Dozza Città d’Arte
Il vicesindaco Giuseppe Moscatello assieme al personale della Fondazione Dozza Città d’Arte
Il vicesindaco Giuseppe Moscatello assieme al personale della Fondazione Dozza Città d’Arte
Il vicesindaco Giuseppe Moscatello assieme al personale della Fondazione Dozza Città d’Arte
Il vicesindaco Giuseppe Moscatello assieme al personale della Fondazione Dozza Città d’Arte
Il vicesindaco Giuseppe Moscatello assieme al personale della Fondazione Dozza Città d’Arte

La Mungitura di Roberto Sebastian Matta in prestito a Cervia. Lo strappo del capolavoro dell’artista cileno che vinse la prima edizione del Muro Dipinto di Dozza nel 1965, conservato da tempo nella Rocca, farà parte della mostra ‘Sogno o son desto?’ organizzata al Magazzino del Sale Torre dal 22 luglio al 21 agosto. Una grande opportunità di valorizzazione per l’opera realizzata nel borgo, patrimonio del municipio locale, e custodita dalla Fondazione Dozza Città d’Arte.

Nel prestigioso contesto, che sarà meta di continue visite, si celebreranno una quarantina di artisti di diverse generazioni dal primo Novecento ai giorni nostri. Maestri del calibro di De Chirico, Licini e Casorati soltanto per fare qualche nome. La trasferta cervese dell’affresco ha preso il via ieri mattina, davanti agli occhi del vicesindaco Giuseppe Moscatello e dei membri del direttivo della Fondazione, con il prelievo dello strappo da parte di una ditta specializzata. Una fase preceduta dall’analisi del suo stato conservativo da parte dell’esperta Lucia Vanghi e dall’esecuzione di un intervento di manutenzione ordinaria della restauratrice Elettra Ferrari Mazzanti.

"La richiesta di prestito di un’opera d’arte è senza dubbio un momento significativo per qualsiasi capolavoro – racconta Barbara Chiarini della Fondazione Dozza Città d’Arte –. Un passaggio che contribuisce alla valorizzazione ed alla crescita della sua levatura culturale ed artistica. ‘La Mungitura’ di Matta sarà ammirata ed apprezzata da un vasto pubblico".

E ancora: "Un modo per costruire nuove e originali chiavi interpretative. Esplorare articolati sistemi di relazioni tra memoria e contemporaneità – sottolinea –. L’affresco appartiene alla memoria storica del borgo ed ora potremo osservarlo con occhi diversi. La validazione del prestigio di un bene che finirà anche sul catalogo dell’importante esposizione".

Roberto Sebastian Matta, nato a Santiago del Cile nel 1911 e morto a Civitavecchia nel 2002, è stato uno dei punti di riferimento nel panorama del surrealismo internazionale. Uno dei più geniali interpreti dell’arte moderna in compagnia di giganti come Salvador Dali, Pablo Picasso e Joan Mirò. Nel 1965 fu ospite del Muro Dipinto di Dozza, grazie all’invito del giornalista e critico d’arte Luigi Lambertini, aggiudicandosi il primo premio con ‘La Mungitura’. Un successo che gli valse anche il Grifo d’Oro del comune di Dozza e la cittadinanza onoraria del paese. L’opera è intrisa di ironia. C’è un contadino che indossa un cappello da prete, per alludere all’abitazione sulla quale venne originariamente eseguita, e tiene in mano un ombrello a causa del meteo incerto di quei giorni. I molteplici arti della figura femminile impegnata nella mungitura, invece, rimandano alla riflessione sull’ingrato ruolo delle massaie-contadine dell’epoca. Gli uccelli, infine, si ispirano ai tucani del sud America che portano in trionfo l’uva dozzese. Lo strappo, della misura di 187x266 centimetri, fu eseguito nel 1981 da Paolo Scarpa.

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