di Pierfrancesco Pacoda Il titolo, ambizioso, rimanda alla legge del 1256 che segnò a Bologna la fine della schiavitù. Liber Paradisus si chiama il festival che, solcando i diversi linguaggi sonori, andrà in scena da venerdì all’Arci di San Lazzaro (via Bellaria 7). Una sala storica, riferimento obbligato per la musica dal vivo, specie per la rassegna Paradiso Jazz, che propone quest’anno un cartellone di 13 appuntamenti immaginati come un catalogo che va dal pop al jazz, dalla ricerca al folk, in uno spazio che può contenere, nel rispetto delle norme per l’emergenza sanitaria 240 spettatori. A...

di Pierfrancesco Pacoda

Il titolo, ambizioso, rimanda alla legge del 1256 che segnò a Bologna la fine della schiavitù. Liber Paradisus si chiama il festival che, solcando i diversi linguaggi sonori, andrà in scena da venerdì all’Arci di San Lazzaro (via Bellaria 7). Una sala storica, riferimento obbligato per la musica dal vivo, specie per la rassegna Paradiso Jazz, che propone quest’anno un cartellone di 13 appuntamenti immaginati come un catalogo che va dal pop al jazz, dalla ricerca al folk, in uno spazio che può contenere, nel rispetto delle norme per l’emergenza sanitaria 240 spettatori.

A inaugurare, venerdì, è stato invitato Bobo Rondelli, esponente della ‘nuova’ canzone d’autore nazionale, una scena mai così vivace come negli ultimi anni, interpretata da questo artista livornese con una irriverenza mista a una malcelata malinconia che sono l’eredità culturale di un suo illustre concittadino, Piero Ciampi, cantante ‘maledetto’, oggi considerato una delle influenze principali per tanti giovani musicisti. Rondelli, che divide la carriera di cantautore con quella di attore, è stato nel 2009 il protagonista di un film sulla sua vita e le sue canzoni, diretto da Paolo Virzì, L’uomo che aveva picchiato la testa. Alla scrittura sonora tra rock e melodia è dedicato il 23 ottobre il secondo spettacolo, con Omar Pedrini, che è stato leader dei Timoria, qui in una versione acustica, mentre il jazz italiano è in cartellone il 27 ottobre con il Perfect Trio di Roberto Gatto, batterista romano che incrocia le radici culturali afro americane con il calore delle atmosfere mediterranee. Da Pat Metheny a Gato Barbieri, il suo tocco percussivo ha accompagnato i migliori solisti internazionali. E, a proposito di rilettura di una tradizione molto lontana dalla nostra, quella del blues e del gospel, il 30 ottobre, un cantante che arriva dalla musica ‘leggera’: Bobby Solo, proporrà un repertorio che sembra uscito dalle geografie attraversate dal Delta del Mississippi, mescolandolo con il rock’n’roll e il country. Liber Paradisus è anche una occasione per ascoltare talenti cittadini, come quello del sassofonista Piero Odorici, che il 3 novembre porterà nella sala del festival il primo disco, appena pubblicato, della sua più recente creazione, la Emilia-Romagna Jazz Orchestra, una formazione di dodici strumentisti tra pagine classiche e inediti.

È una attesa anteprima, quella del 24 novembre, quando gli Area di Patrizio Fariselli (unico rimasto della formazione originale) suoneranno i classici della band più sperimentale del pop italiano, soprattutto grazie alla voce fuori da ogni classificazione di Demetrio Stratos, cantati per la prima volta dalla vocalist Claudia Tellini. Gran finale il 27 novembre con un altro gruppo uscito dall’ondata vivacissima del rock ‘progressive’ italiano degli anni 70, gli Arti & Mestieri. Il programma completo, che comprende anche il concerto del direttore artistico della rassegna, il flautista Marco Coppi insieme al chitarrista Gianni Landroni (10 novembre) è su www.salaparadiso.it.

ð 051 6279931