Guglielmo Garagnani, allevatore e produttore di latte per il Parmigiano Reggiano
Guglielmo Garagnani, allevatore e produttore di latte per il Parmigiano Reggiano

Bologna, 7 gennaio 2018 - Quella plastica ci uccide le mucche. Parte dalla Valsamoggia la campagna contro le lanterne cinesi e contro i rifiuti sparsi nei campi, che finiscono nei foraggi mettendo a rischio la salute e la vita stessa degli animali. Come è capitato una settimana fa a una mucca da latte della stalla di Guglielmo Garagnani, allevatore, produttore di latte per il Parmigiano Reggiano e presidente di Confagricoltura Bologna: “È successo la settimana scorsa nella stalla di Crespellano. Ci è morta una vacca da latte e, quando si sono analizzate le cause, si è scoperto un pezzo di carta catramata o plastificata – di quella utilizzata per le lanterne cinesi di bassa qualità – che le aveva intasato il rumine e provocato il blocco della digestione che l’ha portata alla morte”, spiega Garagnani impegnato in questi giorni con i suoi collaboratori a setacciare i medicai in riposo invernale per raccogliere i rifiuti che dalle strade vicine vengono sparsi nei campi.

Plastica, ferro, cartacce, bottiglie e ogni genere di materiale che, se non viene raccolto, rischia di finire dentro i balloni di foraggio coi quali vengono alimentate le mucche. L’ultimo pericolo scende dal cielo: sono le lanterne cinesi, ormai utilizzate come effetti scenografici di feste, compleanni e lanciate nel cielo a profusione la notte di San Silvestro: “C’è ormai un allarme europeo per questo fenomeno, c’è il rischio-incendi se l’oggetto luminoso e infuocato cade nei boschi, nelle stoppie, sui fienili, ma anche se il materiale plastico col quale sono fatte si adagia sui campi a prato e foraggio. Quando cresce la medica ciò che resta delle lanterne non si vede più ed entra nel circuito di alimentazione degli animali con gli effetti che ho sperimentato direttamente”, aggiunge Garagnani.

A poca distanza dalla sua tenuta un altro agricoltore di Bazzano, Daniele Nannini, che conduce a seminativo e foraggio quasi 700 ettari di terreno in Valsamoggia, è alle prese con lo stesso problema: “C’è di base la maleducazione dei cittadini, quelli che vanno in auto lungo le strade e gettano i rifiuti nei fossi e nei campi. Un fenomeno che peggiora di giorno in giorno. Così, oltre al nostro lavoro, dobbiamo anche raccogliere i rifiuti di questa gente”. Vetri, plastica, scarpe rotte e ogni genere di rusco che inquina la terra, rischia di finire nel raccolto e danneggia le attrezzature. “Le lanterne cinesi sono l’ultima moda – conclude Nannini –: tutti le lanciano e non si domandano dove cadono: ovvero nei nostri campi. In Valsamoggia è un problema crescente e grave che richiede una presa di coscienza generale”, dice accorato.