Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione Unipolis
Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione Unipolis
Pronti alla lotta uniti, per scongiurare il ritorno in presenza di tutti i dipendenti Unipol dal 4 novembre. Attraverso scioperi a scacchiera, dal 28 al 28 ottobre e il 4 novembre, indetti da Cgil, Cisl e Uil; la richiesta dell’apertura di un tavolo sullo smart working; e una lettera, indirizzata dalla sigla Snfia al presidente di Fondazione Unipolis Pierluigi Stefanini. Affinché, con un suo "prezioso intervento", possa portare a "realizzare una modalità di...

Pronti alla lotta uniti, per scongiurare il ritorno in presenza di tutti i dipendenti Unipol dal 4 novembre. Attraverso scioperi a scacchiera, dal 28 al 28 ottobre e il 4 novembre, indetti da Cgil, Cisl e Uil; la richiesta dell’apertura di un tavolo sullo smart working; e una lettera, indirizzata dalla sigla Snfia al presidente di Fondazione Unipolis Pierluigi Stefanini. Affinché, con un suo "prezioso intervento", possa portare a "realizzare una modalità di rientro più agile, sicura e di buonsenso, in cui si possa prevedere una soluzione integrata tra giorni in presenza e giorni in smart working". "Egregio presidente Stefanini – inizia la lettera – ci sentiamo in dovere di inviarLe questa lettera aperta perché, con grande rammarico, non riconosciamo più l’azienda per cui da anni lavoriamo". Dipendenti che si erano sempre sentiti "orgogliosi di aver contribuito in modo determinante ai brillanti risultati conseguiti dal Gruppo Unipol, nonostante l’impatto della pandemia" e avevano sperato che si accompagnassero a un "rafforzamento di una cultura interna" tra cui "figura anche la valorizzazione delle persone, intesa come attenzione a welfare e work life balance dei dipendenti". Lavoratori che hanno dato "ampia prova di attaccamento all’azienda, lavorando da casa anche con mezzi propri e spesso anche oltre l’orario ordinario. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità, rispetto e solidarietà, contribuendo ai risultati di bilancio che hanno permesso di traguardare importanti riconoscimenti economici", registrando però di contro "le difficoltà dell’azienda nel riconoscere altrettanto adeguatamente i meriti dei dipendenti", fino all’annuncio del rientro in ufficio di tutti il 4 novembre. Cosa di cui "siamo molto preoccupati" perché avviene con "una modalità noncurante dello stato di emergenza con disposizioni a tutela della salute e per la sicurezza che temiamo possano rivelarsi di critica attuabilità. Siamo poi sconfortati nel constatare il venir meno di quella lungimiranza nel condividere una fase di rientro graduale ed equilibrato, in grado di contemperare norme sanitarie ad esigenze di business con esigenze personali e familiari dei dipendenti". Intanto, Cgil, Cisl e Uil invitano i lavoratori a fare fronte comune contro la decisione aziendale, aderendo tutti alle mobilitazioni decise, in autonomia, da ciasuna sigla.