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21 apr 2022

Lavoro Bologna, imprese a caccia di 25mila assunzioni: metà non si trova

Sos manodopera, l’analisi della Camera di Commercio. Ecco quali sono le categorie più ricercate. Veronesi: "Ci costa un punto di Pil"

rosalba carbutti
Cronaca
Sono oltre 11mila i posti da trovare; a destra, Valerio Veronesi (Camera di Commercio)
Sono oltre 11mila i posti da trovare

Bologna, 21 aprile 2022 - Cuochi, camerieri, addetti ai servizi di pulizia, operai. E, ancora: autisti, muratori, specilialisti in scienze economiche e gestionali d’impresa. La richiesta di lavoro c’è, ma i lavoratori non si trovano. Lo certifica la Camera di commercio di Bologna che rileva come su 24.820 ricerche di personale previste tra aprile e giugno, quasi la metà delle figure professionali richieste non si trova. A cercare personale sono soprattutto le imprese di servizi (nel 68% dei casi), un problema che riguarda commercio, settore turistico, ristorazione, come lamentato sul Carlino anche da Giovanni Trombetti di Bologna Welcome.

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Conferma Valerio Veronesi, presidente della Camera di Commercio: "Le imprese faticano a trovare quasi la metà delle persone che cercano. Sono più di 11.600 posti che potrebbero essere coperti domattina e che non si trovano". Un problema che pesa come un macigno sul Pil, tant’è che il numero uno di Palazzo Malvezzi calcola che ci costa "quasi un punto percentuale di Pil. Un punto in più che avremmo potuto avere già l’anno scorso alla ripresa dalla pandemia".

Le figure richieste

Da qui, la necessità di correre ai ripari visto che sia imprese piccole sia imprese con più di 50 dipendenti sono alla ricerca di figure da inserire in aziende, sebbene in tre casi su quattro con contratti a termine. Ogni dieci ricerche, tre sono rivolte ad alte professionalità tra dirigenti, specialisti e tecnici; tre sono per operai specializzati e conduttori di impianti; due per le professioni commerciali e dei servizi; una è destinata a impiegati; una è per profili generici. La laurea è imprescindibile per il 20% delle ricerche.

E nel 31% dei casi le imprese cercano under 30. Risultato: il 47% delle professionalità cercate viene considerato di difficile reperimento, percentuale che è salita del 12% rispetto all’aprile scorso. Le difficoltà più elevate riguardano 390 operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (75%); 320 autisti di mezzi di trasporto (75%); 50 specialisti in scienze economiche e gestionali di impresa (75%); 520 operai meccanici ed elettromeccanici.

Chi sono, invece, gli addetti più richiesti tanto da rappresentare il 26% delle entrate previste? Per Palazzo Malvezzi 680 cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici; 570 addetti nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone; 530 operai meccanici o elettromeccanici.

I sindacati

Per questo servono soluzioni Rapide. Concordano i sindacati, con Maurizio Lunghi, segretario generale della Camera del lavoro di Bologna, che invoca "un milgioramento delle politiche attive sul lavoro, da fare con centri per l’impiego e agenzie del lavoro, così da creare momenti di formazione ad hoc". Ci sono poi altri due aspetti da non sottovalutare, secondo il numero uno della Cgil: dalla carenza di profili tecnico-digitali alla precarietà. Quest’ultima, infatti, provoca "disaffezione visto che costringe i giovani a orari e paghe peggiori".

Enrico Bassani, segretario metropolitano della Cisl, fa un lungo elenco di figure professionali che mancano: "Muratori, autotrasportatori, cuochi, camerieri... Ma anche ingegneri e presto figure richieste dall’industria 4.0, esperti di green economy, oltre a medici e infermieri, con il paradosso che all’Università rimane il numero chiuso". Che fare? Ricorrere a manodopera straniera è la prima soluzione, anche se "il mercato europeo e di certe parti dell’Africa ormai è esaurito da tempo e ora ci stiamo spostando in India".

La formazione

Poi, continua Bassani "bisogna agire sull’orientamento scolastico indirizzando i giovani verso professioni con sbocchi lavorativi". Posizione simile a quella di Giuliano Zignani, segretario generale Uil Emilia-Romagna e Bologna: "Va cambiata la formazione. Serve una nuova sinergia tra mondo del lavoro e della scuola o resterà sempre un vuoto su alcune mansioni". Anche Veronesi insiste: "C’è ancora poca consapevolezza delle opportunità che le nostre imprese offrono. Ci stiamo lavorando anche con la città metropolitana e la direzione scolastica, presto presenteremo i risultati di un sondaggio volto a capire come ridurre il divario fra ricerca e offerta di lavoro".

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