L’espropriato del Passante: "Ho fatto ricorso al Tar"

Sorione, titolare della Sfinge Immobiliare srl, in pressing sul Comune: "Ci ripensi, così vado in rovina". Il 22 novembre attesa la decisione del tribunale.

L’espropriato del Passante: "Ho fatto ricorso al Tar"

L’espropriato del Passante: "Ho fatto ricorso al Tar"

Nel 2018 l’avviso di esproprio di Autostrade a seguito dei lavori del Passante parlava di 678 metri quadrati. Cinque anni dopo i metri sono diventati 9mila, come ha raccontato il Carlino a febbraio. Angelo Sorione, titolare della Sfinge Immobiliare srl che sorge su un’area di quasi 10mila metri quadrati, in via Massarenti 480, che si occupa di vendita di auto usate e utilizza il suo piazzale come deposito di macchine e camion, ha così deciso di fare ricorso al Tar. La prima udienza è stata a giugno, il 22 novembre si capirà se il tribunale amministrativo considererà legittimo l’esproprio.

Nel frattempo, Sorione ha tentato in tutti i modi di evitarlo anche perché, spiega, la grande area dove c’è la sua Sfinge immobiliare, non sarebbe interessata dall’allargamento di autostrada e tangenziale, ma da una delle opere di mitigazione del Passante: un parco urbano con impianti fotovoltaici.

L’avvocato di Sorione, Corrado Brancati, fa però sapere che "nononostante le nostre richieste", Palazzo d’Accursio non ha aperto alcuno spiraglio: "C’è stato un incontro web tra Comune e Autostrade ad aprile ed è stata ribadita la volontà dell’amministrazione di procedere con l’esproprio". La conferma è arrivata dalla stessa Aspi che, qualche settimana fa, ha scritto a Brancati facendo sapere che un eventuale "stralcio" dell’esproprio dal progetto era possibile soltanto con un via libera del Comune. Via libera che non c’è stato. Non solo. Il legale riferisce che anche l’opzione di individuare un’area alternativa dove ’traslocare’ la Sfinge Immobiliare non è stata prevista dall’amministrazione. Morale: "Non abbiamo trovato alcun accordo". Il nodo sarebbe anche l’indennizzo proposto da Autostrade che, secondo Sorione, è molto inferiore rispetto al valore reale dell’area: "Mi hanno proposto 800mila euro per 10mila metri quadrati, ma chi ha fatto la perizia dell’area ha parlato di 6,5 milioni di euro. Noi potremmo anche traslocare, ma vorremmo almeno un indennizzo congruo. Senza, rischiamo di trovarci in mezzo a un contenzioso che dura anni, perdendo nove posti di lavoro, le undici società in affitto, oltre cento vetture e un deposito di macchine e camion". Di fatto, per il titolare della Sfinge Immobiliare, si profila un grave danno. Da qui, in attesa del Tar, Sorione si augura che il Comune ci ripensi. O che indichi un’area alternativa dove traslocare la Sfinge Immobiliare.

Rosalba Carbutti