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’Let’s kiss’, Berlino premia il film su Grillini

La pellicola di Filippo Vendemmiati sul primo leader e presiente onorario di Arcigay conquista il pubblico tedesco dell’Italian Film Festival

Pubblicato il 16 novembre 2021
E così la rivoluzione gentile di Franco Grillini conquistò l’Italian Film Festival di Berlino. È stato infatti assegnato a Let’s Kiss - Franco Grillini, storia di una rivoluzione gentile di Filippo Vendemmiati, il premio del pubblico della manifestazione che da otto anni porta nella capitale tedesca le novità del cinema italiano. E gli oltre duemila spettatori dell’edizione che si è chiusa domenica scorsa – chiamati a giudicare gli otto film italiani dell’ultima stagione cinematografica selezionati dal festival –...

E così la rivoluzione gentile di Franco Grillini conquistò l’Italian Film Festival di Berlino. È stato infatti assegnato a Let’s Kiss - Franco Grillini, storia di una rivoluzione gentile di Filippo Vendemmiati, il premio del pubblico della manifestazione che da otto anni porta nella capitale tedesca le novità del cinema italiano. E gli oltre duemila spettatori dell’edizione che si è chiusa domenica scorsa – chiamati a giudicare gli otto film italiani dell’ultima stagione cinematografica selezionati dal festival – hanno così decretato il vincitore del premio istituito in collaborazione con Regione Lazio, premium partner della manifestazione. Il film prodotto dalla bolognese Genoma, che racconta il cammino irto, ma inesorabile, di Franco Grillini (nella foto) – bolognese classe 1955, presidente onorario di Arcigay, di cui è stato il primo leader – sulla strada verso i diritti della comunità Lgbt, gareggiava con titoli quali Qui rido io di Mario Martone, Marx può aspettare di Marco Bellocchio, Aria ferma di Leonardo Di Costanzo, e ha conquistato il podio davanti a regista e protagonista, volati naturalmente a Berlino per la proiezione.

Una vittoria ancor più significativa se si pensa alla recente mancata approvazione in Senato del Ddl Zan, alla quale sono seguite numerose proteste che hanno portato in piazza migliaia di persone. Piazze come quelle solcate da Grillini tante volte, da quando a 27 anni diventò testimonial dell’orgoglio gay nazionale, sancito con l’inaugurazione nel 1982 della sede del Cassero di Porta Saragozza, che poi dal 2002 traslocò alla Salara, in via Don Minzoni. Sotto il governo cittadino del sindaco Giorgio Guazzalca.

Grillini è stato il primo leader dell’Arcigay e le tante cose successe in Italia a favore del diritto all’omosessualità si devono proprio a lui, al ’compagno busone’, come lo definì con serietà e senza alcun giudizio di genere un operaio metalmeccanico negli anni Ottanta, durante un’assemblea in una casa del popolo. Ma anche al film di Filippo Vendemmiati, giornalista di natali ferraresi – ma bolognese dagli anni Novanta –, che per Rai Emilia Romagna ha trattato importanti eventi di cronaca e conosce Grillini da molto tempo.

"Credo che si veda in tutto il film come la gentilezza sia il suo segno distintivo – commenta il regista –. Lui ha sempre usato l’intelligenza e l’ironia per rispondere anche alle accuse più becere, e anche adesso ha questa capacità poetica di ribaltare le accuse e le volgarità e di giocarci. È la sua cifra da sempre ribaltare il senso del pregiudizio popolare, da quando organizzava i cortei o faceva gli striscioni".

Benedetta Cucci

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