Il sindaco Lepore all’inaugurazione
Il sindaco Lepore all’inaugurazione
di Riccardo Rimondi L’ultima fabbrica italiana di autobus torna a marciare e la Breda tenta il rilancio con l’elettrico. Ieri, in piazza Nettuno, è stato presentato il Citymood 12e, il nuovo Menarinibus elettrico: un 12 metri a emissioni zero pensato, progettato e prototipato a Bologna per essere prodotto a Flumeri (Avellino). È il primo bus completamente nuovo a vedere la luce dal 2019, quando Invitalia e Leonardo entrarono nell’azionariato di Industria italiana autobus rispettivamente con il 42,76% e il 28,65% (il terzo azionista è la turca...

di Riccardo Rimondi

L’ultima fabbrica italiana di autobus torna a marciare e la Breda tenta il rilancio con l’elettrico. Ieri, in piazza Nettuno, è stato presentato il Citymood 12e, il nuovo Menarinibus elettrico: un 12 metri a emissioni zero pensato, progettato e prototipato a Bologna per essere prodotto a Flumeri (Avellino). È il primo bus completamente nuovo a vedere la luce dal 2019, quando Invitalia e Leonardo entrarono nell’azionariato di Industria italiana autobus rispettivamente con il 42,76% e il 28,65% (il terzo azionista è la turca Karsan). Per il gruppo, che unisce l’ex Bredamenarinibus e l’ex Irisbus, fu la salvezza dopo anni durissimi. Ora il sogno di un futuro ha la forma di due bus lunghi 12 metri. Uno è il primo elettrico uscito dalla fabbrica di via San Donato dai tempi del minibus Zeus. L’altro è il Citymood 12Lng cl. II, a metano liquido, che nei prossimi mesi andrà ad arricchire di 27 mezzi la flotta di Tper per le tratte extraurbane. Per mettere in strada il bus elettrico, che estenderà la gamma ai 9 e agli 8 metri, si attendono i primi bandi.

Ma il nuovo ad, Antonio Liguori, guarda al percorso già fatto: "La fabbrica era ammalorata, siamo partiti con la ristrutturazione degli edifici e la rivisitazione di tutta la gamma prodotti, arrivando con grande orgoglio a presentare queste due macchine. Sono il nostro fiore all’occhiello e rappresentano la miglior sinergia possibile tra Bologna, la testa, e Flumeri, il braccio operativo. Questo è solo l’inizio".

Per il pareggio di bilancio bisogna arrivare a produrre 7-800 mezzi, ma i dipendenti bolognesi sono passati da 148 a 182. La Fiom chiede investimenti: "Le infrastrutture e le attrezzature devono essere adatte. Non si può rimanere a dieci anni fa", auspica il delegato Cristiano Bruni.

Alla presentazione, con la presidente e ad di Tper Giuseppina Gualtieri (che promette in futuro bandi anche per l’elettrico) e gli assessori regionali Vincenzo Colla (lavoro) e Andrea Corsini (trasporti), il sindaco Matteo Lepore, che ricorda le battaglie per la Breda: "Non avrei mai detto che mi sarei commosso vedendo un autobus". Il sindaco chiede investimenti: "Va rilanciato l’impegno dello Stato e degli investitori". E cita l’ex assessore al lavoro Marco Lombardo (presente in piazza) e Bruno Papignani.

Se l’azienda di via San Donato ha festeggiato il secolo di vita e si è salvata molto lo deve allo storico leader della Fiom, scomparso nel 2019. In futuro ci sarà un autobus alimentato da batterie progettate con l’Unibo: le tute blu Cgil hanno chiesto che il mezzo ricordi, nel nome, il loro segretario. E ieri in consiglio Marco Piazza ha ricordato il suo ordine del giorno di marzo in cui si chiedeva che a Papignani venisse intitolato lo stabilimento bolognese.