Bologna, Don Ciotti e Rosy Bindi al corteo di Libera (FotoSchicchi)
Bologna, Don Ciotti e Rosy Bindi al corteo di Libera (FotoSchicchi)

Bologna, 21 marzo 2015 - “La verità illumina la giustizia”. Un fiume di gente ha scortato lo striscione portato dai familiari delle vittime innocenti delle mafie in occasione della 20esima giornata della memoria e dell’impegno organizzata da Libera (foto) e da Avviso Pubblico. Il corteo dell'associazione ha attraversato Bologna (foto) dopo l’assembramento in zona stadio: decine di migliaia le persone hanno sfilato in strada e moltissimi sono stati i gonfaloni dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa.

Le mafie sono tornate forti - ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti (leggi l'intervista) - e dobbiamo dare una risposta tutti insieme”.  Dal palco non ha fatto molti riferimenti alle mafie in Emilia-Romagna, convinto com'è che le organizzazioni criminali non risparmino nulla e nessuno. Però il presidente di Libera ha citato un dettaglio emerso dalle intercettazioni dell'inchiesta Aemilia sulle attività della 'ndrangheta in Emilia-Romagna, le risate con cui i boss accolsero il terremoto del 2012, così come era accaduto anche all'Aquila. Un fatto successo "anche qui in Emilia-Romagna - ha sottolineato Ciotti - nel disprezzo assoluto del dolore di chi aveva perduto tutto. Che vergogna".

Il corteo ha percorso le vie del centro fino a piazza 8 Agosto, dove dal palco sono stati letti i nomi delle vittime delle mafie (video).  Un lungo, lento elenco di nomi. Moltissime persone si sono alternate al microfono sul palco a leggere: fra loro il presidente del Senato Pietro Grasso (video), la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, Romano Prodi, Maurizio Landini, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, tanti sindaci, magistrati, come Giancarlo Caselli, ma anche imprenditori, giovani, artisti e intellettuali, come l'attore Alessandro Bergonzoni e lo scrittore Carlo Lucarelli.

Poco prima delle 11 don Ciotti (video) è arrivato in piazza Maggiore anticipando di pochi minuti il corteo per accogliere il presidente del Senato  davanti a Palazzo D'Accursio. Ed è stato subito bagno di folla. "È un corteo interminabile, credo che almeno 200.000 persone ci siano", ha dichiarato il prete accogliendo con un abbraccio Grasso. Due ali di persone lo hanno applaudito dal Crescentone e dalla scalinata della Basilica di San Petronio. Il sacerdote si è fermato a salutare i bambini di una scolaresca di Pianoro, fa foto di gruppo, firma libri e striscioni, visibilmente felice per l'accoglienza.

 

Merola: "Oggi Bologna è la capitale dell'antimafia"

"C'è un pezzo rilevante dell'Italia che scommette sull'onesta, sulla legalità e la voglia di dire che c'è un Paese che sa reagire". Ne è convinto il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che partecipa alla manifestazione. "È il più bel segnale di speranza per l'Italia - ha aggiunto Bonaccini -. Oggi don Luigi Ciotti aveva chiesto di venire in piazza e decidere da che parte stare". Per questo hanno partecipato al corteo, oltre ai sindacati e ad alcuni politici, tutte le istituzioni locali con i gonfaloni di diversi Comuni emiliano-romagnoli.

"Oggi Bologna è la capitale dell‘antimafia, ma è anche la capitale di un no deciso alla criminalità organizzata e alla corruzione”. Così il sindaco Virginio Merola ha dato il benvenuto alle migliaia di manifestanti in marcia a Bologna per ricordare le vittime della mafia. “Oggi - ha detto il sindaco - deve essere un momento di svolta nella vita civile del nostro paese”.

"Spero sia una bella giornata per tutta Italia, non solo per Bologna. È una manifestazione importante, speriamo che aiuti le singole coscienze perché la lotta alla mafia va fatta tutti i giorni da tutte le persone". È l'augurio dell'ex premier Romano Prodi, che ha partecipato - leggendo anche dal palco alcuni nomi delle vittime di mafia - alla manifestazione. "È uno dei più grandi cortei che ho visto in città. È bello che questo corteo sia grande, ma non misuriamolo nella grandezza - ha aggiunto - misuriamolo con lo spirito. È un corteo pieno di ragazzi, tanta gente diversa, a volte anche come ispirazione politica, che è qui per un contenuto etico".

Quanto alle inchieste di 'Ndrangheta che hanno interessato recentemente l'Emilia-Romagna Prodi ha detto che anche da questo punto di vista è un problema individuale, perché "quando arriva un bisogno, un imprenditore in difficoltà, c'è sempre il simil-mafioso che ti presta, poi arriva il mafioso che ti cattura. La penetrazione è all'interno della società, anche tradizionalmente lontana dalla mafia. Purtroppo non dico che sia fatale, ma è un fenomeno ripetuto - ha concluso - e non mi aspetto che questo tipo di  penetrazione diminuisca. Per questo queste manifestazione sono importanti se risvegliano le coscienze del singolo".

"Aemilia? Questo è il Sistema Pd". Non manca la contestazione. A metterla in atto i giovani comunisti del Prc di Bologna, che hanno esposto sul percorso, in via Sant'Isaia, uno striscione contro il Pd, messo in relazione all'inchiesta sulla 'ndrangheta in Emilia-Romagna e in altre regioni del nord. "Antimafia è anticapitalismo", hanno scritto i contestatori sullo striscione rosso, accanto al quale è passato anche il ministro Giuliano Poletti (si racconta di una certa animazione in quel momento a lato del corteo), oltre a buona parte del gruppo dirigente locale del Pd.

 

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