NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Libero dopo la violenza, il giovane è tornato in città. Il Viminale boccia il pm: "Stupore e perplessità"

La sottosegretaria Ferro: "Certe decisioni della magistratura tutelano più gli autori che le vittime" Nel frattempo il ventenne somalo indagato è già a Bologna, ospite di una struttura di accoglienza

Bologna, 15 febbraio 2024 – Il ventenne somalo, richiedente asilo, arrestato la scorsa settimana per violenza sessuale in via Bertoloni, è già tornato a Bologna, come libero cittadino. Dopo la decisione del tribunale di Milano, che non ha convalidato il provvedimento del questore per il trattenimento dell’indagato nel Centro per il rimpatrio in valutazione di un’eventuale espulsione, l’uomo è infatti tornato a Bologna, ospite della struttura d’accoglienza dove già soggiornava prima dell’arresto, la sera dello scorso 6 febbraio.

Wanda Ferro, sottosegretaria al ministero dell’Interno
Wanda Ferro, sottosegretaria al ministero dell’Interno

Una vicenda complessa, quella che vede protagonista lo straniero, che ha generato perplessità e amarezza per il suo epilogo kafkiano. Il senatore Albero Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali, ha parlato su queste pagine di una “vicenda sconcertante”, chiedendo l’intervento del Guardasigilli Carlo Nordio.

Tutto ruota, infatti, attorno alle motivazioni della scarcerazione immediata dell’uomo, disposta dalla pm titolare del caso, Michela Guidi che, ritenendo l’arresto avvenuto fuori dalla flagranza, non aveva ritenuto sufficiente, ai fini dell’arresto, le dichiarazioni della vittima e della ragazza che l’aveva soccorsa (a sua volta presa a calci dal ventenne, nel tentativo di allontanarla), in assenza, motivava inoltre il magistrato, di "tracce del reato commesso” addosso al somalo. Che, come testimoniato subito dalla vittima, si era concretizzato in un violento palpeggiamento

“Quanto avvenuto a Bologna non può che suscitare stupore e forti perplessità". Dal Viminale arriva la riflessione della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro di Fratelli d’Italia, in merito alla vicenda del richiedente asilo somalo arrestato per violenza sessuale la scorsa settimana. Scarcerato subito dalla Dozza, era stato rimesso in libertà anche dal Cpr milanese dove era stato accompagnato su disposizione del questore Antonio Sbordone. E ora è tornato a Bologna.

"Non è mia abitudine entrare nel merito delle decisioni della magistratura, anche perché non conosco gli atti e non posso avere piena contezza delle motivazioni – spiega l’onorevole Ferro –. Quanto avvenuto a Bologna, però, almeno stando a quanto riportato dalla stampa, non può che suscitare stupore e forti perplessità, anche perché sembra che diverse istituzioni, anziché perseguire uno stesso fine, come la tutela sicurezza dei cittadini, sembrano marciare in direzioni diverse. Se da un lato il governo Meloni è impegnato a rafforzare, sul piano normativo e operativo, l’azione di contrasto alla violenza sulle donne, sostenendo il grande sforzo e l’attenzione delle forze dell’ordine, ci sono decisioni della magistratura che sembrano più attente a tutelare i presunti autori di reato".

Il somalo, infatti, arrestato dalla polizia pochi minuti dopo aver aggredito una trentenne in via Bertoloni, in zona universitaria, e portato alla Dozza, era stato liberato, su 121, dalla pm titolare del caso, Michela Guidi. Successivamente, non era stato convalidato il suo trattenimento nel centro per il rimpatrio milanese perché per il tribunale meneghino era impossibile stabilire la pericolosità sociale dell’uomo, essendo stato liberato prima che venisse eseguita la convalida dell’arresto.

"Se un soggetto arrestato dalla polizia per violenza sessuale – continua la sottosegretaria –, uno dei più brutali crimini che si possa commette, con una duplice decisione viene lasciato libero di tornare a molestare o ad aggredire altre ragazze, per l’impossibilità di riscontrarne la sua pericolosità sociale, c’è forse un limite di natura giuridica, ma anche un problema che investe il tema dell’assunzione di responsabilità da parte di chi riveste importanti funzioni istituzionali. Che dovrebbe, innanzitutto, tutelare le vittime dei reati e il lavoro delle forze dell’ordine che mettono in campo ogni sforzo per garantire la sicurezza dei cittadini".

Proprio su questo fronte, " il Governo ha varato una serie di norme che rendono più efficaci e più dure le misure per contrastare e punire le violenze sessuali – dice ancora Ferro –. Questa è la nostra linea e con tutto il rispetto per l’autonomia del magistrato auspichiamo che l’interpretazione della norma sui singoli casi concreti segua questo nostro indirizzo. In questa vicenda emerge invece un atteggiamento molto accomodante verso un soggetto che invece andrebbe perseguito con la massima severità".

Per l’onorevole di Fratelli d’Italia "una brutta storia che peraltro conferma l’importanza dei Cpr come strumento imprescindibile per procedere con i rimpatri dei soggetti più pericolosi che hanno fatto ingresso irregolare nel nostro Paese. Spiace che la sinistra faccia propaganda politica contro questi centri che, in verità, sono stati introdotti in Italia dal Pd con la legge Turco-Napolitano, e poi sono stati rinominati così con il Decreto Orlando. La sinistra vorrebbe che i soggetti pericolosi e irregolari rimanessero liberi di girare per strada mentre il nostro Governo farà sempre tutto il possibile per rimpatriarli".